Birillo, la mascotte dei marò ha finalmente trovato casa

di Alessandro Caiulo per IL7 Magazine

La storia di Birillo, un simpatico meticcio di taglia media, che ci viene raccontata da Antonello Quitadamo, uno dei volontari della Lega Protezione Animali che da anni si prende cura dei tanti amici a quattro zampe ospiti del Canile Comunale di Brindisi, è decisamente a lieto fine.
Birillo fu accalappiato esattamente un anno fa nei pressi della caserma del Battaglione San Marco, sulla Brindisi-San Vito, dove viveva libero ed era amato ed accudito e veniva trattato come una mascotte.
Correva e giocava insieme ai militari durante le sessioni di addestramento ed in caserma era di casa condividendo ogni suo momento all’aria aperta con i soldati.
Ma evidentemente non era amato proprio da tutti ed anche se non dava fastidio a nessuno, essendo di carattere dolcissimo e tutt’altro che aggressivo, un giorno è arrivata alle autorità la segnalazione e la richiesta di intervento degli accalappia cani e per lui iniziò una lunga e penosa reclusione.
Fra le quattro mura del canile il povero Birillo, infatti, ha trascorso un anno della sua vita, il più triste ed angoscioso, fino a quando non è intervenuto Fabio, uno dei marò che se ne prendeva cura e che con lui ci aveva giocato, lo aveva accudito ed inevitabilmente se ne era affezionato ma che era stato trasferito in missione lontano da Brindisi.
Al suo ritorno, non vedendolo più, Fabio aveva creduto che fosse stato preso in casa da qualcuno, ma, poi, il mese scorso venne a sapere che il suo vecchio amico era stato rinchiuso e non ci ha pensato due volte, ha immediatamente contattato il canile comunale per chiedere di lui e, una volta rassicurato sul suo stato di salute, per informarsi su cosa fare per poterlo adottare.
Quando la scorsa settimana Fabio è arrivato in canile Birillo gli ha fatto festa e non si lasciato ripetere due volte di salire in macchina, posizionandosi elegantemente sul sedile posteriore, per andare nella sua nuova casa!
Felicissimi di questa soluzione non solo Birillo e Fabio ma anche tutti i volontari e gli operatori del canile, con Antonello in testa, che davvero non si davano pace per Birillo: una vita nella Caserma Carlotto, dove era diventato il beniamino dei marò, per essere poi chiuso in gabbia a tradimento: come si suol dire, dalle stelle alle stalle nell’arco di pochi momenti.
Sembrava destinato a rimanere recluso ed invisibile fino alla fine dei suoi giorni, come tanti, troppi cani ospiti del canile, di cui nessuno conserva il ricordo, e invece chi lo amava da sempre, appena ha scoperto dove era finito, si è precipitato per portarlo via con sé, donandogli una casa e l’affetto di una famiglia: grazie a Fabio ed al suo grande cuore per Birillo la riconquistata libertà è un sogno che è diventato realtà.
Il sogno di Antonello e degli altri volontari, è che anche tanti altri ospiti del canile trovino il loro salvatore e per questo lancia un appello: “Mi è capitato di adottare cani dalla strada e cani dal canile e, nel mio caso, questi ultimi hanno sempre avuto una marcia in più. Inizialmente sono diffidenti perché il loro mondo è stato un box di cemento ed il loro sguardo sull’esterno un angolo di cielo, ma poi si donano totalmente. Adottare un cane adulto ti ripaga cento, mille volte. Quindi penso che dare una seconda possibilità a chi di possibilità non ne ha avute è un favore che facciamo a loro, ma lo facciamo a noi per primi, per il gran regalo che ci stiamo facendo!”

Ultima modifica: 14 aprile 2018