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Martedì, 31 Maggio 2016

Martedì, 01 Marzo 2016 12:02

Furti di auto e negli appartamenti: quattro arresti della polizia

Una banda dedita ai furti, in appartamenti e di auto, è stata sgominata dai poliziotti del Commissariato di Mesagne che hanno arrestato quattro persone: in carcere è finito Fabio Iurlaro, 28 anni, di Oria. Agli arresti domiciliari Valerio Mingolla, 26 anni, anch'egli di Oria, e i mesagnesi Alessandro Carone, 34 anni, e Gianluca Rubino, di 25.
Le ordinanze di custodia cautelare, firmate dal gip Stefania De Angelis su richiesta del pm Raffaele Casto, sono state eseguite questa mattina dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato.
I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di furto (anche in abitazione) nei territori della provincia di Brindisi e Lecce e di furto e tentato furto pluriaggravato. Alla banda sono attribuiti ben dodici furti consumati e sei tentati, anche in abitazioni, di strumenti per lavoro (tra i quali motoseghe, frullatori professionali, compressori), di olio d’oliva e soprattutto di autovetture. Carone, metteva a disposizione permanente del sodalizio l’autovettura Smart “Four Four” da lui posseduta e che quotidianamente guidava, di notte, per condurre i complici sui luoghi in cui erano commessi i reati. Tutti gli indagati assicuravano la propria quotidiana disponibilità all’esecuzione dei reati e nascondendo il bottino in località ignote; Iurlaro era il capo e promotore dell’organizzazione, in quanto si occupava di individuare gli obiettivi, di “piazzare” il ricavato di tale attività e di dividere con i complici le somme di denaro illecitamente percepite.

L’attività di indagine è iniziata il 28 dicembre 2015, quando una donna mesagnese ha denunciato negli uffici del Commissariato il furto – avvenuto alle ore 4:20- della sua autovettura, una Fiat 500, parcheggiata, chiusa a chiave, per strada. Le immagini registrate da alcune telecamere nella zona consentirono di focalizzare l’attenzione su un gruppo di almeno tre persone e su un’autovettura Alfa Romeo 147 che, ponendosi dietro la Fiat 500, la spingeva per condurla in luogo idoneo a forzarla in maniera indisturbata. A questo episodio ne sono segugi altri per i quali gli investigatori hanno raccolto una serie di indizi gravi, precisi e concordanti a carico dei sodali i quali, a seguito di pedinamento elettronico (a mezzo GPS) e intercettazioni ambientali, sono finiti per rimanere “incastrati” nelle loro stesse ammissioni di responsabilità.

Durante le loro costanti scorribande notturne per “arraffare” il più possibile da destinare al mercato dell’illecito, si vantavano della loro forza e dei loro risultati con espressioni del tipo: “…dove passiamo non cresce più erba…” e ricordando con orgoglio, durante il passaggio da luoghi noti, i “trofei” già conseguiti: “Qua abbiamo preso l'Opel Corsa....”, “Qua prendemmo .. no qua prendemmo la Cinquecento antica..”, “L'Opel Corsa qua uhe Fà .....”, “Noi dobbiamo andare da dove abbiamo preso la Punto celestina, da dove dobbiamo andare?”

I quattro sono ritenuti responsabili dei seguenti reati: - Furto pluriaggravato in concorso perché, alle 4:20 del 28 dicembre 2015, al fine di trarne profitto s’impossessavano dell’autovettura FIAT “500” parcheggiata chiusa, a Mesagne, in pubblica via sottraendola previa spinta operata utilizzando l’autovettura Alfa Romeo “147” posseduta da Gianluca Rubino.

- Furto pluriaggravato in concorso, perché – in data 23 gennaio 2016 alle 15 circa, a Mesagne - rompevano il finestrino lato conducente di un’autovettura Renalult “Modus” parcheggiata in pubblica via e si impossessavano di un telecomando del cancello e del portone del garage dell’abitazione della vittima dov’era custodita un’autovettura Audi “A4 SW” che sottraevano, 40 minuti circa dopo essersi impossessati del telecomando (video allegato al presente).

- Furto pluriaggravato in concorso, perché – in data 26 gennaio 2016, ore 5:00 circa, a Cavallino- s’impossessavano di un’autovettura Fiat “500” parcheggiata dalla vittima nei pressi del proprio domicilio.

- Furto pluriaggravato tentato in concorso perché – in data 26 gennaio 2016, alle ore 6:00 circa-, aCavallino- forzavano il lucchetto di un cancello carrabile in ferro, scorrevole, ed il frutto della serratura, nonché il deflettore anteriore destro di un’autovettura Opel “Corsa” della quale scattava il sistema d’allarme.

- Furto pluriaggravato in concorso, perché – in data 26 gennaio 2016, alle ore 6:30 circa, in Cavallino- s’impossessavano di un’autovettura OPEL “Corsa” sottraendola alla vittima che la quale la deteneva parcheggiata nei pressi della propria abitazione.

- Furto pluriaggravato tentato in concorso, perché, in data 27 gennaio 2016, alle ore 6:30 circa, a Leverano, compivano atti idonei, diretti in modo non equivoco ad impossessarsi di beni custoditi all’interno di un garage, sottraendoli alla vittima, senza che l’evento si realizzasse, per il tempestivo intervento del figlio della persona offesa.

- Furto pluriaggravato in concorso, perché, in data 2 febbraio 2016, alle ore 4:30 circa, a Tuglie, forzavano il cancello posto a protezione passiva del garage di pertinenza dell’abitazione della vittima e s’impossessavano di una Fiat Panda, di una cassetta di plastica per attrezzi e di una motosega a scoppio.

- Furto pluriaggravato tentato in concorso, perché a Mesagne, il 3 febbraio 2016, alle ore 5:00 circa, forzavano la serratura del portone del garage e compivano atti idonei, diretti in modo non equivoco ad impossessarsi di beni custoditi all’interno di quel garage, sottraendoli alla vittima, senza che l’evento si realizzasse, per ragioni indipendenti dalla loro volontà.

- Furto pluriaggravato tentato in concorso, perché in data 3 febbraio 2016, alle ore 5:10 circa, a Mesagne, al civico di fronte a quello dell’abitazione di cui al capoverso precedente forzavano la serratura del portone del garage e compivano atti idonei, diretti in modo non equivoco ad impossessarsi di beni custoditi all’interno di quel garage, sottraendoli alla vittima, senza che l’evento si realizzasse, per ragioni indipendenti dalla loro volontà.

- Furto pluriaggravato in concorso, perché, in data 6 febbraio 2016, alle ore 5:20 circa, a Lizzanello, s’impossessavano di un’autovettura Fiat “Multipla” chiusa a chiave e parcheggiata dalla vittima nei pressi del suo domicilio.

- Furto pluriaggravato tentato in concorso, perché, in data 6 febbraio 2016, alle ore 5:30 circa, a Lizzanello, forzavano entrambe le portiere di un’autovettura Fiat Grande Punto parcheggiata in pubblica via e compivano atti idonei, diretti in modo non equivoco ad impossessarsi di quel veicolo, al fine di trarne profitto per sé, sottraendolo al detentore, senza che l’evento si verificasse, per ragioni indipendenti dalla loro volontà.

- Furto pluriaggravato in concorso, perché, in data 6 febbraio 2016, alle ore 6:40 circa, in Alliste, forzavano il cancello del cortile di un’abitazione e si impossessavano di una Ford “Kuga”. - Furto pluriaggravato in concorso, perché, in data 8 febbraio 2016, alle ore 5.20 circa, in Martano, s’impossessavano di un’autovettura Fiat “Punto Evo” sottraendola alla vittima che la deteneva parcheggiata nei pressi del proprio domicilio.

- Furto pluriaggravato in concorso, perché, in data 8 febbraio, alle ore 6:5 circa, a Cutrofiano, forzavano il portone di un garage e si impossessavano di quattro contenitori in acciaio contenti olio di oliva per un peso complessivo di circa 200 kg.

- Furto pluriaggravato in concorso, perché, in data 8 febbraio 2016, alle ore 6:40 circa, ad Aradeo, forzavano il portone di un garage e si impossessavano di un frullatore professionale per gelaterie.

- Furto pluriaggravato in concorso, perché, in data 8 febbraio 2016, alle ore 7:00 circa, ad Aradeo, forzavano il portone di un garage e si impossessavano di un compressore marca Zanon e di una motosega marca Tanaka

- Furto pluriaggravato tentato in concorso, perché, in data 8 febbraio 2016, alle ore 7:15 circa, in Aradeo, forzavano la serratura del portone di un garage e compivano atti idonei, diretti in modo non equivoco ad impossessarsi di beni custoditi all’interno di quel garage, sottraendoli alla vittima, senza che l’evento si realizzasse, per ragioni indipendenti dalla loro volontà. Le intercettazioni ambientali hanno consentito di acclarare che il sodalizio operava già da molto tempo atteso il riferimento a fatti reato pregressi non noti agli investigatori: “….se a noi ci avessero preso con quella Delta che tenevamo penso che ci davano l'ergastolo...”, “Che la Giulietta noni ..”, “Pure con la Ypsilon..”, “L'ergastolo ci davano con quelle macchine a quante parti ci hanno ripresi ...”, nonché che si trattava di una organizzazione criminale stabile, che operava professionalmente (in quanto munita dei mezzi necessari per perpetrare i furti, come centraline, arnesi atti allo scasso e ricetrasmittenti per eludere le intercettazioni), utilizzavano i loro mezzi per spingere veicoli rubati; in altre ancora forzavano i garage e decidevano se e quali beni trafugare) e reiteratamente (in pochissimi giorni sono stati consumati e tentati numerosi furti e dalle intercettazioni ambientali emerge che, in precedenza, erano state rubate moltissime altre vetture). E' emerso in modo chiaro che i furti avvenivano su commissione, atteso che prima di mettersi all’opera si raccomandavano sull’obiettivo da “portare a casa”: “…la Multipla devo prendere…la dobbiamo prendere per forza…”; “Una Evo dobbiamo fare ragà la Evo a quello devo fare”, “…oltre alla EVO dobbiamo prendere motoseghe, soffiatore…”.

A tal proposito è al vaglio della magistratura la posizione di taluni ricettatori della provincia di Taranto dove è stata rinvenuta la Ford Kuga e tanti altri pezzi di ricambi di auto di provenienza illecita. La spartizione del profitto illecito veniva effettuata da Iurlaro che intratteneva i rapporti con i committenti: “…mi ha dato 1000 e 2 più 1000 mi ha dato 2200 Euro mancano 1900 ..... altre 2000 Euro”, “vi ho portato 800 euro per dividerveli però vi devo dare 250 euro ciascuno”, “…li tengo a casa i soldi li sto raccogliendo poi sabato li dividiamo”. L’attività dei ladri è stata interrotta per il loro arresto in flagranza del reato tentato aggravato di furto di autovettura, avvenuto in data 9 febbraio 2016 in Porto Cesareo, alle 5:50 circa ad opera di questi investigatori, collaborati da personale della Squadra Mobile di Lecce. Con l’esecuzione delle ordinanza di custodia cautelare odierne, inizia per i destinatari la resa dei conti con la giustizia per tutti i fatti rappresentati, dovendo rispondere per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di vari reati-scopo e di furti pluriaggravati in concorso, consumati o tentati.

 

 

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