Dopo la rapina in farmacia: “Siamo ancora terrorizzate”

di Stefania Franciosa per IL7 Magazine

Abbiamo avuto tanta paura e ne abbiamo ancora”. La dottoressa Carla De Luca ha gli occhi lucidi mentre ci parla; la scena di quella sera non riesce proprio a dimenticarla.”Abbiamo temuto che ci facessero del male” ci racconta:”Erano armati e non sappiamo se quelle pistole fossero pistole – giocattolo o meno”.
Erano passate da poco le 19 quando, giovedì primo Febbraio, a Mesagne, due uomini con il viso coperto da passamontagna si sono introdotti, armati, all’interno della Farmacia De Luca, che si trova in Via Francesco Vita, una parallela della centralissima Via Brindisi, nei pressi della Chiesa della SS. Annunziata. La Farmacia è gestita da due sorelle, Carla e Maria Rosaria De Luca. In quel momento entrambe erano presenti, con loro una collaboratrice. Una cliente era appena andata via e le tre donne si erano spostate nel retro del locale.
“Quando siamo nel retro abbiamo sempre gli occhi puntati sui monitor delle immagini riprese dalle telecamere presenti all’interno e all’esterno del locale. Erano esattamente le 19 e 24 e abbiamo visto le due figure introdursi in farmacia, abbiamo capito immediatamente che qualcosa stava succedendo”-
Per le due farmaciste non si tratta, purtroppo, della prima esperienza di questo genere. Quattro le rapine subite in poco più di dieci anni, due quando la farmacia si trovava in un alta zona, due in Via Vita.
“Quando abbiamo intuito che si trattasse di una rapina abbiamo immediatamente azionato il telecomando collegato alla vigilanza privata e siamo accorse vicino al bancone” – continua Carla De Luca –“Sembravano due professionisti, non due balordi. Sono stati velocissimi, non hanno detto nulla, ci hanno puntato le pistole contro e, con una violenza inaudita, hanno divelto il registratore di cassa asportando il cassetto con il denaro. Sono stati momenti terrore. Minuti interminabili. Quando sono arrivati i vigilanti, si erano già dileguati”.
I due malviventi, dopo la rapina, sono fuggiti via a bordo di una Fiat Brava risultata rubata. Pare che in auto non ci fossero altri complici ad attenderli. Non si conosce ancora a quanto ammonta il bottino, poiché le forze dell’ordine hanno restituito in queste ore il registratore di cassa alle farmaciste che verificheranno l’importo che era presente al momento della rapina.
“Non ci sentiamo sicure, abbiamo bisogno di essere maggiormente tutelate, c’è troppa violenza in giro, violenza gratuita. Cosa facevamo di male per poterci meritare quello che è successo?” – ci spiega la farmacista facendosi portavoce anche delle sensazioni della sorella. “Noi lavoriamo onestamente, tante ore al giorno, facendo anche dei sacrifici, come tutta la gente che si guadagna da vivere onestamente ed ora abbiamo il terrore che qualcuno possa entrare ancora una volta da quella porta e farci del male”.
“Sappiamo che chi di dovere si occupa nel migliore dei modi per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica e che episodi di questo tipo possono verificarsi ma magari potrebbero essere utili alcuni accorgimenti. Forse se questo tratto di strada non fosse a senso unico ci sentiremmo più tranquille. Per compiere il giro dell’isolato occorre un po’ di tempo e, magari, chi ha agito può averlo fatto nella consapevolezza che non sarebbe stato raggiunto in breve tempo e, dunque, avrebbe potuto delinquere con maggiore tranquillità”.
Gli inquirenti, intanto, sono al lavoro per cercare di individuare i responsabili della rapina che non è escluso che possano essere del posto.
Al vaglio le immagini del circuito di videosorveglianza e le testimonianze.
“Abbiamo apprezzato i tanti attestati di solidarietà ricevuti in questi giorni e ringraziamo chi ci è stato vicino” hanno concluso le due professioniste che sperano, ovviamente, che i responsabili siano assicurati alla giustizia.

Ultima modifica: 11 febbraio 2018