Mario D’Ignazio non si ferma. Ancora centinaia di seguaci dal veggente


di Tommy Lamarina per IL7 Magazine

Nonostante il caso eclatante di Paolo Catanzaro, il pellegrinaggio nel giardino dell’altro giovane brindisino che racconta di vedere la Madonna non accenna a diminuire.
Come ogni 5 del mese, anche questa volta centinaia di fedeli, alcuni dei quali con evidenti disabilità fisiche (in sedie a rotelle, claudicanti e quant’altro), si presentano in venerazione dal 38enne di Brindisi, Mario D’Ignazio.
Accade tutti i mesi, dal 5 agosto 2009: i fedeli si uniscono in preghiera nella villa di contrada Santa Teresa, poco lontano dall’aeroporto civile, sperando spesso che la Madre di Gesù conceda loro l’invocata grazia.
D’Ignazio sostiene che dinanzi ad un ulivo situato al centro del suo cortile gli sia apparsa per la prima volta la Madonna il 5 agosto 2012. Da quel fatidico giorno, ogni cinque del mese, riceve centinaia di persone attorno a quell’albero definito, a suo dire, “sacro dalla Madre di Dio”, in quello che può definirsi un vero e proprio pellegrinaggio.
Mostra stimmate, fa apparire all’improvviso ostie, dialoga con la Madonna e sostiene di riceverne messaggi. Insomma uno scenario già vissuto ai tempi della chiesetta di Uggio, dove è iniziata l’avventura di Paolo Catanzaro che qualche mese fa si è conclusa con le manette.
Il giardino è disseminato di percorsi ‘sacri’ (“l’8 ottobre 2012 Gesù e Maria percorsero a piedi nudi questa via Crucis”, si legge su un cartello) e statue che protagoniste di fenomeni paranormali, quali lacrimazioni e sudorazioni. Persino il sistema solare, secondo lui, varierebbe, cambiando rotazione, così come accaduto a Fatima.
Mario “della quercia”, come viene chiamato dai fedeli, si presenta in un recinto attorno all’ulivo, indossando sovente una semplice maglietta bianca con l’effigie della Vergine. Verso le 16, inizia la recita del Rosario assieme ai suoi seguaci. Successivamente, intona una nenia religiosa, fino ad interrompersi di colpo, inginocchiarsi e restare in silenzio: è questo il momento in cui egli dice di parlare con la Madonna. In quel momento tutti i presenti si inginocchiano anche loro o pregano in venerazione.
Dopo una manciata di minuti, legge il corposo messaggio che puntualmente la Madre Celeste avrebbe indirizzato ai suoi fedeli.
Con delle varianti. Questa volta racconta di vedere la Beata Vergine che passa tra la folla e sfiorac on il suo velo alcuni dei presenti, per poi dissolversi in una luce paradisiaca. Ovviamente la vede solo lui, ma l’effetto sui presenti è di grande impatto.
Ecco cosa comunica la Madonna questo mese, con tanto di orari preferiti per pregare: “Figli miei, siate miei completamente e dello Spirito Santo. Vivete nella purezza e nella carità della vita eterna. Restate con me per pregare soprattutto dalle 19 alle 20 di ogni giorno, ora cara al mio cuore, perché sono rimasta sola in quel tempo, dopo la morte di mio figlio Gesù”.
Non solo messaggi di pace, però, perché – attraverso D’Ignazio – spende delle parole a tutela della credibilità del giovane mistico: “Chiunque non creda alle apparizioni e non è un cristiano, è il diavolo in persona e noi lo dobbiamo tenere alla larga. Rispettando sì la sua idea ed amarlo, ma tenerlo sempre a distanza”. Insomma chi non crede a Mario commette peccato.

E’ bene ricordare che nel 2015, intervenne il Vescovo di Brindisi, Domenico Caliandro, che pose il veto su quanto avviene in contrada Santa Teresa. “Dichiaro non autentiche le esperienze mistiche di Mario D’Ignazio. Al contempo, dispongo il divieto a Mario D’Ignazio di diffondere con qualunque mezzo contenuti riguardanti le presunte apparizioni, nonché ‘messaggi’ o ‘segreti’. E’ disposta, inoltre, a carico di D’Ignazio e dei suoi più stretti collaboratori, l’interdizione da qualsiasi incarico ecclesiale nell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni. Tutti gli atti – conclude la lettera – di culto direttamente o indirettamente riconducibili alle apparizioni sono da considerarsi vietati. A tutti i fedeli è vietato il sostegno materiale o morale delle opere facenti capo al veggente”.

Ma ad oggi, nulla è cambiato, nonostante il clamore del caso Catanzaro; in migliaia, in questi anni, hanno affollato il giardino dell’abitazione di Mario D’Ignazio, tra cui anche sacerdoti e suore.
“Da quasi un anno, accompagno mia moglie ogni mese dal signor prestigiatore (riferito a Mario D’Ignazio, ndr) – dice Ernesto D.M, un signore sulla settantina – io resto fuori a fumare. Credo in Dio e spesso vado in Chiesa. Ma lui cosa c’entra con Dio e la Chiesa? Ogni volta, mia moglie porta fiori e piante”.
Finita la celebrazione la villetta resta of limits per tutti sino al 5 del mese successivo. Pare che la Beata ami molto la puntualità.

Ultima modifica: 13 maggio 2018