Piano parcheggi, la frittata del commissario Giuffrè


di Lucia Pezzuto per IL7 Magazine

Cambio della segnaletica orizzontale e verticale, acquisto di sette parcometri, quindici giorni di lavoro, per una spesa totale di circa 26mila euro, tanto è costato al Comune di Brindisi il nuovo piano della sosta che ad una settimana dalla sua entrata in vigore raccoglie più proteste che consensi da parte dei cittadini.
Il lavoro è stato redatto dall’ufficio Traffico del Comune di Brindisi, dal dirigente Fabio Lacinio e dall’ingegnere Gianluca Cuomo, con la consulenza degli operatori della Multiservizi. Un lavoro laborioso e forse anche necessario ma non certo urgente. La distribuzione degli stalli per i parcheggi non è mai stata tra le priorità delle amministrazioni passate e né tantomeno tra le emergenze da affrontare per il commissario prefettizio che al suo insediamento ha avuto ben altri grattacapi di cui occuparsi, in primis la questione rifiuti. Ora a quattro mesi dalle elezioni amministrative che porteranno alla scelta del nuovo sindaco, si è voluto adottare in tutta fretta un piano della sosta che rivoluziona la presenza e la circolazione delle auto in città e in particolare nel centro storico. L’idea dei tecnici è stata quella di trovare ogni escamotage possibile per decongestionare il flusso delle auto da e per il centro cittadino partendo dalla suddivisione in aree. Si comincia con la periferia segnata dalle strisce bianche e quindi non a pagamento, sono quelli che ricadono nella zona verde, sono totalmente gratuiti e si trovano in via Spalato, via Del Mare, via Camassa, via Dalmazia e nei pressi della Provincia. Vi sono anche stalli gratuiti ma con disco orario, ossia il massimo della sosta è di un’ora dopo di che bisogna lasciare il parcheggio, è quello che accade in piazza Anime o in largo Pizzigallo in via Annunziata, via Battisti, via Dionisio e via Protospata.
Poi si passa alla zona blu, sosta di un euro a ora con l’eccezione di Corso Garibaldi, dove sono stati recuperati ventotto stalli, qui però le cose sono un po’ diverse. Parcheggiare in Corso Garibaldi si può solo dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 19.30 e non si può superare la mezz’ora il cui costo è di un euro. A regolamentare la sosta nei giorni scorsi sono stati posizionati dei parchimetri ad hoc. Ovviamente al di fuori della fascia oraria consentita non è possibile sostare ed è prevista la rimozione forzata. Inoltre sempre per consentire la sosta in Corso Garibaldi è stato invertito il senso di marcia della navetta che per raggiungere il centro cittadino entrerà da Porta Lecce piuttosto che da via Del Mare.
Ma più ci si addentra nel cuore della città e più si alzano i costi del parcheggio perché tutta l’area intorno al Municipio e oltre ricade nella cosiddetta zona rossa, nota dolente dell’intero piano della sosta. Qui la “furbata” è stata quella di stabilire per la prima ora di parcheggio un costo di un euro, dalla seconda ora in poi, il doppio, due euro. Ovviamente i 118 stalli distribuiti su piazza Matteotti, via Santi, via Casimiro, via Filomeno Consiglio, via Fornari, via Rubini e via Amena non sono fruibili da parte dei possessori di abbonamenti e permessi, in pratica lavoratori e residenti non possono far valere i tagliandi. Quindi anche chi abita in via Santi , di fronte al Nuovo Teatro Verdi, per intenderci, dovrà pagare la sosta a ora con il raddoppio del costo o cercare nella zona blu più vicina un parcheggio utile. Stessa regola vale per chi ha scelto di fare un abbonamento perché magari lavora nel centro cittadino.
Tra le novità introdotte dal nuovo piano della sosta vi è il prolungamento dell’orario sulle strisce blu: si paga sino alle 24, giorni feriali e festivi. Qualcuno dice per metterci in sintonia con le città turistiche dove di sicuro i negozi sono aperti sino a tardi e i locali della movida lavorano tutta la notte. Come dire : da qualche parte bisogna pur cominciare e quindi partiamo dai parcheggi.
Tutt’altra storia la sosta davanti all’ospedale e al tribunale dove si può scegliere di pagare anche un’intera fascia oraria. Davanti all’ospedale la sosta per un’ora costa 50 centesimi ma si può scegliere di pagare a fascia oraria , ossia dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 21 il costo è di due euro. Oppure se si sosta per l’intera giornata il costo è di tre euro. Mentre davanti al tribunale la fascia oraria va dalle 8 alle 14, il costo è di due euro, oppure si può scegliere di pagare la singola ora che costa 50 centesimi.
Ora per stravolgere strisce, segnaletica e posizionamento dei parcometri, nove uomini della Multiservizi hanno lavorato ininterrottamente per quindici giorni. La nota spese della società partecipata indirizzata al Comune di Brindisi riporta : “gli addetti del settore segnaletica stradale sono stati impiegati nei giorni dal 16/01/2018 al 31/01/2018 per il rifacimento del nuovo piano della sosta, inoltre si precisa che il costo dei materiali utilizzati per la messa in opera dei lavori in oggetto indicato è pari a euro 5000”. A questo si aggiungono i costi sostenuti per l’acquisto di sette parchimetri nuovi al prezzo di 3mila euro ciascuno, che a conti fatti sono costati all’amministrazione comunale 21mila euro. Un altro migliaio di euro è stato speso in brochure da distribuire ai cittadini con tutte le indicazioni utili ( mappe, orari e costi ) per interpretare il nuovo piano della sosta, brochure che stanno studiando con attenzione anche gli agenti della polizia municipale. Insomma facendo una prima stima dei costi vivi, il Comune di Brindisi per mettere in piedi questo nuovo piano della sosta ha sostenuto una spesa di poco inferiore ai 30mila euro, ha investito risorse pubbliche nella speranza di poter migliorare la viabilità e battere cassa, una sorta di esperimento perché non è detto che il piano sia destinato a restare invariato anche con l’arrivo del nuovo sindaco, tutt’altro. E’ pur vero che i tecnici della Multiservizi in questo primo mese raccoglieranno ogni dato disponibile al fine da tracciare un primo bilancio. Il risultato sarà confrontato con i dati dello scorso anno riguardante lo stesso periodo in possesso della società, dove per dati s’intende gli introiti, tanto quelli rivenienti dal pagamento della sosta a fasce orarie, quanto quelli rivenienti dalla vendita degli abbonamenti e dei permessi,
solo in questo modo si capirà se il modello della sosta adottato sta dando i risultati sperati.
Il commissario prefettizio Santi Giuffrè in più di un’occasione commentando il nuovo piano della sosta ha riferito che i primi tre mesi sarebbero stati di rodaggio e che qualsiasi rimostranza da parte dei cittadini sarebbe stata presa in considerazione e valutata. “Se sarà necessario- ha affermato Giuffrè- potremo aggiustare il tiro e apportare qualche modifica. Per il resto Brindisi dovrà adattarsi così come accade nelle grandi città”.

Ultima modifica: 11 febbraio 2018