Leggi tutto" />

Troppi accessi non urgenti nei Pronto soccorso pugliesi, focus alla Regione

La maggior parte degli accessi ai Pronto soccorso pugliesi riguarda codici verdi (urgenze minori) e codici azzurri (urgenze differibili) che, in alcuni pronto soccorso, raggiungono percentuali del 90%.
Risulta invece più bassa della media italiana la percentuale di codici bianchi, che si attesta intorno al 3%.
E’ uno dei dati emersi oggi nel corso della giornata di incontri che l’assessore pugliese alla Sanità, Donato Pentassuglia, insieme al direttore del dipartimento Salute, Vito Montanaro, e alla direttrice dell’Aress, Lucia Bisceglia, ha avuto con i direttori generali e i commissari straordinari delle aziende sanitarie e ospedaliere per fare una ricognizione delle principali criticità. A partire dai primi giorni di febbraio saranno organizzate riunioni presso ciascuna azienda per approfondire le tematiche più urgenti: dalla carenza di personale fino al potenziamento dell’assistenza territoriale.
Nel corso dell’incontro sull’emergenza-urgenza è emerso che in Puglia operano 35 strutture di Pronto soccorso, di cui 4 private accreditate che complessivamente gestiscono il 10% degli accessi totali. Il numero di accessi più elevato riguarda il Policlinico di Bari che gestisce l’8% del totale degli accessi regionali, con oltre 90mila accessi all’anno. Seguono l’ospedale” Vito Fazzi” di Lecce (con oltre 69mila accessi), il “SS. Annunziata” di Taranto (66 mila), l’ospedale “Perrino” di Brindisi (56 mila), l’ospedale “Dimiccoli” di Barletta (51mila).
Complessivamente, 11 strutture coprono insieme oltre il 51% degli accessi: il restante 49% è gestito da 24 strutture.
Importanti carenze di personale sono state evidenziate dai responsabili dei dipartimenti di emergenza-urgenza aziendali e dai direttori delle centrali operative del 118. E’ stata quindi ribadita la necessità di potenziare l’assistenza territoriale.
Per la gestione dei flussi, sono state presentate tra le esperienze virtuose quella degli infermieri di processo e dei fast track, cioè di percorsi preferenziali per alcune condizioni patologiche. Una delle principali criticità evidenziate riguarda la disponibilità di posti letto per i trasferimenti in reparto, per cui sono state proposte di efficientamento attraverso un coordinamento della gestione dei posti letto a livello di direzione sanitaria.
“Ho chiesto di continuare il lavoro di analisi e proposta – ha detto Pentassuglia – evidenziando le buone prassi e le soluzioni che sono state attivate nei diversi territori, con l’obiettivo di definire un piano regionale e piani aziendali che possano migliorare i sistemi di accoglienza e di gestione dei flussi, contestualmente operando per il potenziamento dell’assistenza territoriale e il ridisegno delle reti”. A partire da domani, inizieranno le riunioni con le singole aziende sulle liste di attesa per completare i piani aziendali sperimentali entro 15 giorni e avviare il recupero delle prestazioni dal primo febbraio.