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Militare morto in Afghanistan, fratello: “Sia riconosciuto vittima di terrorismo”

Con un nuovo appello al governo, Vincenzo Frasca torna a chiedere il riconoscimento dello “status di vittime di terrorismo internazionale” per i militari italiani caduti nelle missioni di pace, a partire da suo fratello Mario, caporal maggiore capo dell’Esercito, originario di Orta Nova (Foggia), morto a 32 anni il 23 settembre 2011 durante una missione ad Herat, in Afghanistan.

Frasca, che nel 2012 ha fondato un’associazione dedicata alla memoria del fratello, cita le recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro della Difesa Guido Crosetto sul rispetto dovuto ai soldati italiani: “Va bene chiedere rispetto, ma deve iniziare dal governo italiano con il giusto riconoscimento e con le decorazioni per il sacrificio fatto”, afferma.

La famiglia, ricorda Frasca, porta avanti la richiesta da anni: oltre al riconoscimento come vittime di terrorismo internazionale, è stata chiesta anche l’attribuzione delle massime onorificenze, la medaglia d’oro al valor militare e la medaglia d’oro al valor civile. Nel 2016 si è svolta anche una manifestazione a piazza Montecitorio con raccolta firme e una petizione presentata a governo e Parlamento.

Nei mesi scorsi, aggiunge Frasca, il padre Antonio ha scritto una lettera al presidente statunitense Donald Trump per chiedere un incontro e un sostegno sulla vicenda, richiamando il rapporto di alleanza con gli Stati Uniti. “Ci battiamo perché sia rispettato il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione”, conclude, chiedendo “attenzione e riconoscimento” per oltre 170 militari italiani caduti dal 1950 a oggi nelle missioni di pace nel mondo.