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Assalti ai bancomat con l’esplosivo, cinque fermi dei carabinieri di Taranto

Cinque persone sono state sottoposte a fermo nell’ambito di un’indagine su una serie di assalti a sportelli bancomat eseguiti con la tecnica della “marmotta”. I provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri del Comando provinciale di Taranto, su disposizione del pubblico ministero Francesca Colaci e con firma anche del procuratore capo Eugenia Pontassuglia.

Secondo quanto ricostruito, agli indagati viene attribuita una sequenza di colpi, tra cui quelli con esplosivo alle filiali di Montemesola e Monteiasi, compiuti nel novembre scorso a distanza di pochi giorni. Nel gruppo – formato da tre tarantini e due baresi, con tre componenti poco più che ventenni – figurano Cataldo Bartolo detto “Dino” (47 anni, nato a Napoli e residente a Palo del Colle), Rocco Fronza (21 anni, Castellaneta), Valentino Intini (22 anni, Massafra), Alessandro Longo (28 anni, Grumo Appula) e Simone Vinella (20 anni, Castellaneta).

Gli investigatori contestano al presunto sodalizio oltre una decina di attacchi a sportelli automatici in varie regioni d’Italia: i raid sarebbero stati compiuti a volto coperto, con passamontagna, impiegando sempre un modus operandi basato sull’uso di esplosivo per far detonare i dispositivi e sottrarre il denaro. Nell’inchiesta vengono inoltre indicati almeno altri tre presunti complici, al momento ricercati. L’operazione è stata condotta dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Taranto.