Giuseppe Russo e Giuseppe Iannelli, arrestati dopo l’assalto armato al portavalori sulla statale Brindisi-Lecce avvenuto lo scorso lunedì, hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’udienza di convalida del fermo, tenutasi questa mattina alle 9:30 nel carcere di Lecce. Nonostante la presenza dei propri difensori, i due foggiani, accusati di essere tra i responsabili del tentativo di rapina, hanno deciso di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari, Tea Verderosa, e del pubblico ministero, Alessandro Prontera.
Le autorità si preparano ora alla convalida del fermo con la conseguente conferma della custodia cautelare in carcere per entrambi. Gli imputati sono accusati di una lunga serie di reati, tra cui tentato omicidio, rapina aggravata, e delitto aggravato dal metodo mafioso. Inoltre, rispondono di associazione mafiosa, danneggiamento seguito da incendio, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate e detenzione di armi da guerra e materiale esplodente. La gravità delle accuse si arricchisce ulteriormente con il tentato omicidio aggravato dai motivi abietti, legato all’intento criminale dietro l’assalto armato.