Il questore della provincia di Brindisi, Aurelio Montaruli, ha disposto la misura di prevenzione del rimpatrio con foglio di via obbligatorio nei confronti di un cittadino italiano di 49 anni, originario della provincia di Taranto e già noto alle forze dell’ordine. Per l’uomo è stato inoltre stabilito il divieto di ritorno nel comune di Ostuni per la durata di tre anni.
Il provvedimento è scaturito da un intervento effettuato nel pomeriggio del 6 marzo scorso dagli agenti della squadra Volante del Commissariato di pubblica sicurezza di Ostuni in una struttura ricettiva situata lungo il litorale cittadino.
Secondo quanto ricostruito dagli operatori, una guardia giurata di un istituto di vigilanza privata, durante un controllo di routine, avrebbe percepito rumori compatibili con attività di smontaggio provenire dall’interno dell’edificio. Dopo aver avvisato le forze dell’ordine, il vigilante avrebbe notato uscire dalla struttura un uomo con indumenti da lavoro e scarpe antinfortunistiche ricoperte di polvere.
Giunti sul posto, gli agenti hanno effettuato un sopralluogo all’interno dell’immobile, rinvenendo al primo piano un cumulo di rubinetteria, tubazioni idrauliche e accessori per il bagno, verosimilmente rimossi poco prima.
Il 49enne è stato quindi sottoposto a perquisizione personale ed estesa al veicolo con cui era arrivato sul posto. All’interno dell’auto è stata trovata una cassetta metallica contenente diversi attrezzi da lavoro e un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di circa venti centimetri. Il materiale è stato sequestrato.
Al termine degli accertamenti l’uomo è stato deferito all’autorità giudiziaria con le ipotesi di reato di tentato furto aggravato, porto di oggetti atti ad offendere e possesso ingiustificato di strumenti atti allo scasso.
Alla luce degli elementi raccolti, il questore ha disposto nei suoi confronti il foglio di via obbligatorio con rimpatrio nel comune di residenza e divieto di ritorno a Ostuni per tre anni.
Come previsto dalla legge, il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e l’indagato è da ritenersi innocente fino a eventuale sentenza definitiva.