La famiglia di Roberta Martucci, la 28enne di Ugento scomparsa il 20 agosto 1999, ha avviato ricerche private sulla costa salentina dopo che una donna, in un commento su Facebook, ha raccontato di aver visto, 27 anni fa, un cumulo di pietre da cui proveniva un cattivo odore simile a quello di un cadavere in decomposizione. La testimone, che possiede una casa nella zona, ha confermato il suo racconto durante l’audizione con i carabinieri, su delega della Procura di Lecce. La donna ha indicato il luogo, in località ‘Tabarano’, dove aveva notato quel cumulo di pietre, che era apparso improvvisamente in piena estate, ma non era stato messo in relazione alla scomparsa di Roberta. La famiglia Martucci ha chiesto la riapertura dell’indagine (archiviata tre volte) e l’esecuzione di uno scavo nella zona, una richiesta che potrebbe essere accolta a breve. Le ricerche private, condotte ieri mattina con il supporto dell’associazione Penelope e un cane molecolare delle guardie zoofile di Bari, hanno ispezionato un tratto di litorale tra Mancaversa e Torre Suda. La testimone, solo dopo aver letto notizie sui social, ha deciso di ricontattare la famiglia Martucci, mettendo in relazione la “tomba” con la scomparsa della giovane. Nell’ottobre scorso, la famiglia aveva scritto alla Procura, ma non aveva ottenuto riscontri.