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Brindisi ospita la mostra interattiva “L’Italia in Europa – L’Europa in Italia” fino al 10 maggio

È stata inaugurata questo pomeriggio a Brindisi la mostra interattiva multimediale “L’Italia in Europa – L’Europa in Italia”, promossa dal Dipartimento per gli Affari Europei della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con ANSA, Università del Salento, Associazione per la Democrazia Sovranazionale e Yeahjasi Brindisi APS.

L’esposizione sarà visitabile fino al 10 maggio negli spazi dell’ex convento di Santa Chiara. Al taglio del nastro erano presenti, tra gli altri, Sabina Rago e Massimo Persotti del Servizio comunicazione del Dipartimento per gli Affari Europei di Palazzo Chigi, Susanna Cafaro e Claudia Morini, docenti di Diritto dell’Unione Europea dell’Università del Salento, Mauro Spedicati, presidente dell’associazione Per la Democrazia Sovranazionale, e il prefetto di Brindisi Guido Aprea.

La mostra ripercorre, attraverso video, immagini e testimonianze originali, le tappe principali della costruzione dell’Unione Europea. Un’ampia sezione è dedicata alle fotografie storiche dell’Archivio ANSA, che documentano anche eventi internazionali e trasformazioni sociali e culturali degli ultimi settant’anni. A Brindisi sono esposte circa 100 fotografie, arricchite da un sistema di QR Code che rende il percorso di visita più interattivo e coinvolgente.

“Questa mostra riafferma il valore dell’essere in Europa e dell’essere cittadini europei”, ha dichiarato Massimo Persotti, sottolineando l’importanza dell’iniziativa nel coinvolgere soprattutto le giovani generazioni. Brindisi è la 36ª città ad accogliere la mostra e la quarta in Puglia.

Come evidenziato dalla docente Susanna Cafaro, l’iniziativa si collega al convegno internazionale “Supranational Democracy Dialogue”, in programma a Brindisi dal 23 al 24 aprile, dedicato al tema della democrazia oltre i confini nazionali. Apprezzamento è stato espresso anche dal prefetto Guido Aprea, che ha definito la mostra “bellissima” perché richiama i valori fondanti dell’ordinamento europeo, auspicando una sempre maggiore fruibilità per il pubblico più giovane, anche in collaborazione con le istituzioni scolastiche.