Confiscati in via definitiva beni per oltre un milione di euro riconducibili all’imprenditore Carmine Fratepietro, 47 anni, pluripregiudicato per rapina a mano armata, porto illegale di armi, riciclaggio e ricettazione.
Il provvedimento, disposto dalla terza sezione penale della Corte d’Appello di Bari, è stato eseguito dai carabinieri. La confisca riguarda due ville e due terreni ad Andria, oltre a tre terreni a Trinitapoli, nel Barese, formalmente intestati alla compagna dell’uomo.
Fratepietro è stato condannato per la partecipazione all’assalto a un furgone portavalori avvenuto il 26 febbraio 2016 lungo la statale 16, all’altezza di Trinitapoli. Il mezzo trasportava circa tre milioni di euro; il colpo, compiuto da un commando di una decina di persone e durato pochi minuti, fruttò 72mila euro. Per garantirsi la fuga, il gruppo bloccò la strada con veicoli rubati e dati alle fiamme, spargendo sull’asfalto chiodi a quattro punte.
Secondo gli investigatori, Fratepietro sarebbe inoltre coinvolto in altri due gravi episodi: l’assalto del 4 dicembre 2016 al caveau di una società di vigilanza a Caraffa di Catanzaro, con un bottino da 8,5 milioni di euro, e una rapina del 19 ottobre 2015 a Bari ai danni di un furgone diretto alla Banca d’Italia.
Le indagini patrimoniali, condotte da carabinieri e guardia di finanza, avrebbero ricostruito gli introiti del nucleo familiare, delineando — secondo quanto riferito dagli investigatori — un quadro probatorio sulla presunta origine illecita dei beni, ritenuti frutto soprattutto di rapine ai danni di portavalori.