Leggi tutto" />

Interdittiva antimafia alla Colemi Srl: l’azienda lavorava anche sul market solidale confiscato alle mafie

Arriva dalla Prefettura un’interdittiva antimafia nei confronti della Colemi Srl, azienda di Tuturano attiva da anni nei settori della manutenzione del verde pubblico e del recupero di immobili storici ed ecclesiastici. Il provvedimento amministrativo segue gli sviluppi dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce sul presunto riassetto del clan Buccarella nella frazione brindisina.

Tra le figure finite al centro delle indagini compare Pietro Guadalupi, ex presidente del consiglio comunale di Brindisi ed ex responsabile tecnico della società, arrestato lo scorso marzo nell’ambito di un’operazione della Squadra mobile della Questura di Brindisi. Per lui è stata fissata al 29 maggio l’udienza preliminare davanti al giudice competente, nell’ambito di un procedimento che coinvolge complessivamente venti indagati.

Secondo l’impostazione accusatoria della Dda, il gruppo criminale riconducibile allo storico esponente della Sacra Corona Unita Salvatore Buccarella avrebbe tentato di riaffermare il proprio controllo sul territorio attraverso richieste estorsive rivolte ad alcune attività economiche locali. In questo contesto, gli investigatori contestano a Guadalupi il ruolo di intermediario tra presunti appartenenti al sodalizio e un imprenditore impegnato nei lavori di pulizia dei canali, in relazione a una richiesta di denaro pari a 500 euro.

L’ex amministratore comunale, assistito dai propri legali, ha sempre respinto le accuse. Durante l’interrogatorio davanti alla gip Maria Francesca Mariano avrebbe sostenuto di avere subito pressioni e intimidazioni, dichiarandosi a sua volta vittima del clima di paura generato dal gruppo criminale. La difesa ha inoltre richiamato alcune intercettazioni nelle quali Guadalupi sarebbe stato indicato tra gli imprenditori considerati “a rischio denuncia” dal clan. Il Tribunale del Riesame di Lecce, però, ha confermato la misura cautelare, ritenendo sussistente il quadro indiziario delineato dalla Procura. Per tutti gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

La Colemi Srl, nata come cooperativa agricola legata al recupero del bosco Colemi e successivamente trasformata in società di capitali, aveva consolidato negli anni rapporti lavorativi con numerosi enti pubblici e realtà private del territorio. Tra le commesse figurano interventi per Comuni, aziende industriali, strutture sanitarie, enti militari e aree turistiche del Brindisino, oltre a lavori svolti per la Diocesi di Brindisi-Ostuni.

L’azienda risulta inoltre coinvolta nei lavori di recupero dell’immobile confiscato alla criminalità organizzata in via Remo, a Brindisi, destinato a diventare il market solidale “Brinm@rket”, inaugurato recentemente alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del presidente della Regione Antonio Decaro, del vicepresidente della Commissione antimafia Mauro D’Attis e del sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna.

Gli atti comunali ricostruiscono diversi affidamenti collegati a quell’intervento. Nel 2024 la Colemi aveva ottenuto un subappalto autorizzato per opere edili del valore di oltre 15mila euro. Successivamente il Comune aveva disposto due affidamenti diretti: uno, nel 2025, relativo all’installazione di uno sportello metallico per il vano contatore del gas; l’altro, nel febbraio 2026, per lavori di completamento e rifinitura interna necessari all’apertura della struttura.

L’interdittiva prefettizia rappresenta una misura di prevenzione amministrativa finalizzata a tutelare il mercato e i rapporti con la pubblica amministrazione da possibili tentativi di infiltrazione criminale. Gli accertamenti della magistratura proseguiranno ora nelle sedi giudiziarie competenti.