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Giochi del Mediterraneo, taglio da 8,5 milioni: a rischio copertura dello stadio di Lecce e opere a Taranto

Il taglio di 8,5 milioni di euro sui fondi destinati agli impianti sportivi dei Giochi del Mediterraneo rischia di mettere in discussione una parte degli interventi programmati in vista dell’evento. La riduzione rientra nel piano generale di contenimento della spesa disposto dal Governo e incide sui 275 milioni assegnati per la realizzazione e l’adeguamento delle strutture sportive.

Le conseguenze potrebbero riguardare soprattutto alcune opere inserite nelle fasi più avanzate della programmazione o aggiunte successivamente grazie alle economie ottenute dalla struttura commissariale. Tra gli interventi più esposti c’è il completamento della copertura dello stadio Via del Mare di Lecce, previsto nel secondo masterplan per un importo complessivo di 25 milioni di euro. A Taranto, invece, il rischio riguarda la pista di pattinaggio nel parco urbano dello sport alla Salinella, alcuni lavori stradali, il rifacimento della facciata di Palazzo di Città e una parte degli interventi nella base navale di Chiapparo della Marina Militare, dove dovranno ormeggiare le due navi destinate all’accoglienza degli atleti.

In un primo momento si era parlato di una riduzione pari a 7,5 milioni, ma successive verifiche hanno aggiornato la cifra a 8,5 milioni. Secondo fonti vicine alla struttura del commissario straordinario Massimo Ferrarese, gli interventi ora in bilico sarebbero stati individuati perché collocati tra gli ultimi da completare oppure perché inseriti nelle programmazioni aggiuntive.

A Lecce, il nodo principale riguarda lo stadio Via del Mare. In caso di reintegro delle risorse, entro il 21 agosto, giorno della cerimonia inaugurale dei Giochi allo stadio Iacovone di Taranto, l’impianto leccese potrebbe presentarsi con il primo lotto di ristrutturazione completato, la centratura del terreno di gioco conclusa e il nuovo manto erboso rifatto. Sarebbe inoltre possibile montare l’anello in acciaio della copertura, attualmente in fase di realizzazione all’esterno dello stadio e destinato poi a essere posizionato all’interno con l’utilizzo di gru.

Diverso, invece, il discorso per i pannelli della copertura, che con ogni probabilità non sarebbero comunque stati installati prima dell’inizio dei Giochi. Il loro montaggio era già considerato un intervento da completare dopo la manifestazione sportiva. Il problema, però, non è più soltanto legato ai tempi: senza il ripristino delle somme tagliate, la copertura rischierebbe di essere rinviata a data indefinita o di non essere completata.

L’appalto dello stadio di Lecce ha già incontrato diverse difficoltà, tra cui due ricorsi al Tar legati alle gare e uno stop di circa un mese imposto dalla Lega Calcio. Circostanze che hanno allungato il cronoprogramma. Nell’ultimo report presentato a metà maggio dal commissario, la conclusione dei lavori nei principali impianti era prevista tra fine giugno e metà luglio, mentre per il Via del Mare si arrivava al 19 agosto, praticamente alla vigilia dell’apertura dei Giochi.

A Taranto il taglio potrebbe incidere su più fronti. Tra le opere a rischio ci sono la pista di pattinaggio e il parcheggio annesso da circa 150 posti, per un valore di circa un milione e mezzo di euro. Il pattinodromo era stato inserito dal commissario per compensare la perdita della precedente pista, smantellata con la demolizione del vecchio PalaRicciardi nel rione Salinella.

Sempre a Taranto potrebbero essere ridimensionati o bloccati anche oltre 2,5 milioni di euro destinati al rifacimento di alcune strade, circa un milione per la facciata del Municipio e un pacchetto di interventi da circa 1,5 milioni nella base della Marina Militare di Chiapparo. Quest’ultima area è strategica per la logistica dei Giochi, perché dovrà accogliere le navi previste per l’ospitalità di circa 4.500 atleti provenienti dai Paesi del Mediterraneo.

Dei fondi mancanti, circa 2 milioni riguardano lavori già appaltati, mentre gli altri 6 milioni interessano soprattutto il pattinodromo, le strade e gli interventi nella base della Marina. Si tratta di opere che la struttura commissariale aveva programmato dopo aver conteggiato i risparmi ottenuti tra economie di gestione e ribassi nelle gare d’appalto.

Proprio sulla base di queste economie, a metà febbraio il commissario Ferrarese ha trasmesso al Governo un terzo masterplan, chiedendo di poter utilizzare 3,4 milioni di euro di risparmi senza attendere la fase dei collaudi. Su questa richiesta, però, non è ancora arrivata una risposta definitiva.

La questione è stata posta al ministro per lo Sport Andrea Abodi nel corso delle sue ultime due visite a Taranto, il 13 e il 28 maggio. Nella prima occasione, parlando del terzo masterplan, Abodi aveva spiegato che era stata svolta una riunione al Ministero dell’Economia e che lo sblocco delle somme era in fase di definizione. Il 28 maggio, tornando sul tema dei fondi tagliati, il ministro ha riconosciuto il lavoro svolto dal commissario Ferrarese sulle economie e ha assicurato che le risorse necessarie non sarebbero mancate.

Anche Ferrarese ha espresso fiducia in un rapido ripristino della cifra, sottolineando di non aver chiesto ulteriori fondi al Governo. Il commissario ha ricordato che, nonostante l’aumento dei costi dei materiali per decine di milioni di euro, la struttura è riuscita a proseguire senza domandare stanziamenti aggiuntivi. Da qui la richiesta che le risorse già assegnate restino a disposizione di Taranto, della Puglia e dei Giochi.

Al momento, però, gli 8,5 milioni non risultano disponibili. E l’ultima fase di avvicinamento ai Giochi del Mediterraneo si presenta più complessa, con il rischio concreto che alcune opere considerate complementari ma significative restino fuori dal programma finale.