“Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”: con queste parole, postate sul suo profilo Instagram dalla famiglia a poche ore dalla morte, il bomber 58enne di Livorno Igor Protti, capocannoniere nel Bari calcio della stagione 1995/1996, si è congedato dal mondo a circa un anno dalla scoperta dell’aggressivo cancro al colon che non gli ha lasciato scampo.
Protti, noto alle cronache calcistiche come “lo Zar” aveva annunciato la diagnosi ai tifosi lo scorso luglio, aggiungendo a settembre che, malgrado l’intervento chirurgico, la malattia aveva metastatizzato alle vertebre, costringendolo a pesanti cicli di chemioterapia e radioterapia che, evidentemente, non si sono rivelate efficaci.
Dopo l’esordio tra i professionisti con il Rimini FC negli anni ’80, Protti ha giocato con US Livorno, Virescit Bergamo e ACR Messina, mettendosi in evidenza sin dalle prime esperienze come centravanti prolifico e generoso.
Nel 1992 è passato al SSC Bari, diventandone il simbolo e conquistando la promozione in Serie A.
Nel campionato 1995/1996, segnando 24 gol, ha vinto il titolo di capocannoniere della Serie A.
Successivamente ha vestito le maglie di SS Lazio, SSC Napoli e AC Reggiana 1919, tornando nel 1999 torna US Livorno e trascinando la squadra dalla Serie C1 alla Serie A.
È, insieme a Dario Hübner, l’unico giocatore ad aver vinto la classifica cannonieri in Serie A (Bari), Serie B (Livorno) e Serie C1 (Livorno).
Malgrado la malattia, lo scorso maggio Igor Protti, sostenuto dal figlio Flavio, è riuscito ad accompagnare all’altare la figlia Noemi nel giorno del suo matrimonio.
L’ultimo grande riconoscimento sportivo gli è stato tributato lo scorso gennaio in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, nel corso delle quali è stato scelto come tedoforo per la staffetta della fiamma.
Sin dalla comunicazione della notizia, sui social, si leggono messaggi di affetto, commozione e vicinanza alla famiglia da parte tifosi, amici e appassionati di calcio, che ricordano quanto l’approccio di Protti alla malattia, coraggioso e pieno di speranza, resta un esempio luminoso di forza, umanità e dignità che vanno oltre i risultati sportivi.
Anche il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, profondamente colpito, ha espresso dolore per la perdita “Ogni volta che lo sentivo, la sua voce era più flebile. E io non ci riuscivo a nascondere la paura di perderlo. Ed era lui a farmi coraggio… Lui, a me. “È stata una giornata meravigliosa” mi ha scritto pochi giorni fa, dopo aver accompagnato sua figlia all’altare.
Voglio ricordarlo così. Con una frase piena di meraviglia. Quella meraviglia che ci ha regalato, da calciatore, da uomo, da amico. Perché è sempre una giornata meravigliosa per chi vive la vita come ha fatto lui”.
Marina Poci