Fotografia, cinema, musica e arte contemporanea tornano protagonisti a Monopoli con l’undicesima edizione di PhEST, il festival internazionale che sarà inaugurato domani e resterà aperto fino al primo novembre.
La cerimonia di apertura si terrà in Largo Palmieri, seguita dal taglio del nastro delle esposizioni allestite nel Monastero di San Leonardo. Tra gli ospiti figurano artisti e fotografi di fama internazionale, come Roger Ballen e Joan Fontcuberta.
Nato da un’idea del direttore artistico Giovanni Troilo e della curatrice fotografica Arianna Rinaldo, il festival è organizzato sotto la direzione di Cinzia Negherbon. Dal 2017, la sezione dedicata all’arte contemporanea è curata da Roberto Lacarbonara.
L’edizione 2026 ruota attorno alla domanda provocatoria “What if?”, “Cosa accadrebbe se?”, proponendo un percorso tra presente e futuro dedicato a temi di stretta attualità, dai conflitti internazionali alla crisi ambientale.
Il programma attraversa epoche e linguaggi differenti: dai rari scatti realizzati da Horst von Harbou sul set di “Metropolis”, capolavoro del 1927 diretto da Fritz Lang, al tributo a Vivian Maier nel centenario della nascita, fino al viaggio nell’inconscio proposto da Roger Ballen.
Con “What Darwin Missed”, Joan Fontcuberta esplora il confine tra realtà e finzione, mentre il lavoro di Chinky Shukla affronta il tema dei test nucleari. Tra le esposizioni anche “Classroom Portraits” di Julian Germain, indagine sull’infanzia nel ventunesimo secolo realizzata attraverso oltre 450 fotografie scattate nelle aule scolastiche di tutto il mondo.
Spazio anche agli artisti emergenti con “The Portfolio Parade”, mostra curata da Erik Kessels in collaborazione con Fujifilm Italia, che riunisce 56 autori. La PhEST Pop-Up Open Call ha invece raccolto oltre 1.200 candidature provenienti da più di cento Paesi. Nella nuova sezione dedicata ai cortometraggi ha vinto il regista di Hong Kong Edwin Lai con “As It Should Be”.