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Bari, al Consiglio regionale nasce il “Museo della Pace”: in mostra cento disegni dei bambini di Gaza

Sarà inaugurato il prossimo 30 settembre, nella sede del Consiglio regionale della Puglia, il “Museo della Pace”, progetto itinerante che porta nelle istituzioni lo sguardo dei bambini che vivono nei contesti di guerra attraverso il linguaggio dell’arte.

L’iniziativa, ideata dall’associazione culturale “L’Isola che non c’è” in collaborazione con il Consiglio regionale, è stata presentata alla Fiera del Levante di Bari dal presidente del Consiglio regionale Toni Matarrelli, dal segretario generale Mimma Gattulli e dal presidente onorario dell’associazione, il giornalista Franco Giuliano.

Cuore dell’esposizione saranno circa cento opere realizzate da bambini della Striscia di Gaza, affidate all’associazione da padre Gabriel Romanelli, parroco della Chiesa della Sacra Famiglia di Gaza. Disegni e lavori che raccontano, con immediatezza, l’impatto della guerra sull’infanzia.

Il Museo sarà una struttura dinamica, con aggiornamenti a cadenza biennale, e raccoglierà nel tempo nuove opere, contributi di artisti e testimonianze provenienti da altre aree di conflitto. Saranno inoltre integrati materiali legati al volume “Sarajevo, dalla guerra alla pace. Trenta anni dopo”.

«I bambini ci parlano di pace con i loro disegni e noi abbiamo il dovere di ascoltarli», ha dichiarato Matarrelli, ricordando anche la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale per la tutela della popolazione civile e dei bambini di Gaza e per lo sblocco degli aiuti umanitari.

Per Mimma Gattulli, l’obiettivo è «mantenere alta l’attenzione sui diritti dell’infanzia e sulla pace», mentre Franco Giuliano ha sottolineato che il progetto vuole essere «un luogo ideale nel quale siano i bambini a ricordarci che la pace è un obiettivo concreto».

Dopo la tappa in Consiglio regionale, la mostra proseguirà verso la FNOMCeO, la Camera dei deputati e l’Università di Perugia, nell’ambito di un percorso che punta a sviluppare in Puglia il progetto “Dal Museo della Pace alla Università della Pace”.