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Crac di due società, assolto l’imprenditore Antonio Scarlino: cadono tutte le accuse

Assolto da tutte le accuse l’imprenditore Antonio Scarlino, 55 anni, di Taurisano, finito a processo per il fallimento di due società e per una presunta operazione fondata sull’utilizzo di documentazione falsa nei rapporti con un istituto di credito.

La sentenza è stata pronunciata dal collegio presieduto da Bianca Todaro al termine del processo di primo grado. Scarlino è stato assolto nel merito dalle contestazioni di bancarotta fraudolenta relative ai fallimenti della “Diciotto s.r.l.” e della “Wommy s.r.l.”.

È caduta anche l’accusa di mendacio e falso interno, contestata in concorso con l’avvocato Luigi Mario Provenzano, 62 anni, di Matino. Per questo capo sono stati assolti entrambi.

Il verdetto è di segno opposto rispetto alle richieste formulate dalla Procura, che aveva chiesto sei anni di reclusione per Scarlino e tre anni per Provenzano. Le difese avevano sostenuto la completa estraneità degli imputati ai fatti contestati.

Al centro del processo c’erano i dissesti delle due società. Per la “Diciotto s.r.l.”, dichiarata fallita nel dicembre 2017, la Procura contestava una presunta distrazione di beni per oltre 1,67 milioni di euro. Per la “Wommy s.r.l.”, attiva nel commercio all’ingrosso di salumi, formaggi e carni, la presunta distrazione contestata ammontava a circa 1,84 milioni di euro.

Nel procedimento era confluito anche un ulteriore filone relativo ai rapporti con una banca. Secondo l’accusa, nel 2017 sarebbero state presentate fatture e contratti ritenuti falsi per rappresentare la situazione economica delle due società. L’operazione, secondo la stessa ricostruzione accusatoria, non si sarebbe comunque concretizzata.

Anche questa contestazione non ha retto al vaglio del dibattimento: Scarlino e Provenzano sono stati assolti anche da questo capo d’imputazione.