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Affitti brevi, la Puglia approva la nuova legge: i Comuni potranno imporre limiti

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato con 29 voti favorevoli la nuova legge sugli affitti brevi, che consentirà ai Comuni ad alta intensità turistica e ai capoluoghi di provincia di introdurre limitazioni alle locazioni destinate ai turisti. Il provvedimento, votato ieri dopo oltre due ore di dibattito, punta a contrastare la riduzione degli alloggi disponibili per residenti, famiglie e studenti.

Saranno i singoli Comuni a decidere se e dove intervenire, individuando attraverso appositi regolamenti le zone nelle quali limitare l’avvio di nuove attività di locazione turistica. Le amministrazioni dovranno considerare il rapporto tra posti letto turistici e popolazione residente, la disponibilità di abitazioni e le caratteristiche dei quartieri interessati.

La legge riguarda 34 Comuni classificati ad alta intensità turistica, tra cui Ostuni, Fasano, Carovigno, Polignano a Mare, Monopoli, Alberobello, Gallipoli e Otranto, oltre ai capoluoghi di provincia. Tra i territori interessati figurano quindi anche Brindisi, Lecce, Bari, Taranto e Foggia.

I regolamenti comunali potranno stabilire limiti al numero di ospiti in rapporto alla superficie degli immobili e requisiti riguardanti accessibilità, condizioni igienico-sanitarie e qualità degli alloggi. Le restrizioni non riguarderanno chi affitta la propria abitazione principale, mentre per le attività già esistenti saranno previste disposizioni transitorie.

Cambiano anche le procedure amministrative. Per le locazioni gestite in forma imprenditoriale sarà necessaria la Scia, mentre per quelle non imprenditoriali basterà una comunicazione di inizio attività (Cia). Entrambe dovranno essere presentate telematicamente allo Sportello unico per le attività produttive del Comune.

Il presidente della Regione Antonio Decaro ha difeso il provvedimento, spiegando che l’obiettivo è tutelare il diritto alla casa senza penalizzare il turismo. La maggioranza sostiene che la legge permetterà ai sindaci di intervenire nei centri storici e nei quartieri dove la crescita delle locazioni turistiche ha ridotto l’offerta abitativa.

Dure le critiche del centrodestra. Fratelli d’Italia contesta possibili violazioni dei principi costituzionali a tutela della proprietà privata e della libertà d’impresa. Il consigliere di Forza Italia Marcello Lanotte ha definito la norma di «ispirazione sovietica», accusando la maggioranza di penalizzare i proprietari.

La legge non introduce quindi un divieto generalizzato degli affitti brevi. L’effettiva applicazione delle restrizioni dipenderà dalle decisioni dei singoli Comuni, che potranno stabilire regole differenti in base alle condizioni del proprio territorio.