Centinaia di persone hanno partecipato ieri, giovedì 22 ottobre, alla cerimonia laica per Annibale D’Elia, il dirigente regionale morto martedì sera, a 56 anni, in un incidente motociclistico sul lungomare di Bari, tra San Giorgio e Torre a Mare. Nell’Agorà del Consiglio regionale, accanto alla moglie Alessia Zabatino e ai familiari, si sono ritrovati amministratori, colleghi, amici e tanti cittadini che avevano conosciuto D’Elia attraverso il suo lavoro.
Particolarmente commosso il ricordo del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che lo aveva richiamato a Bari nel giugno scorso per affidargli la guida del Dipartimento Cultura, Istruzione e Turismo.
Decaro ha definito D’Elia «un dono collettivo, un patrimonio comune», ricordando la sua capacità di dare fiducia alle idee dei giovani e di trasformarle in progetti concreti.
Il governatore ha ripercorso il loro primo incontro, vent’anni fa, quando era assessore alla Mobilità del Comune di Bari e molti ragazzi si presentavano nel suo ufficio raccontando idee che, grazie alle politiche regionali, cominciavano a trovare sostegno.
Poi il ricordo della decisione di riportarlo in Puglia dopo la lunga esperienza professionale a Milano. Decaro ha raccontato di averlo contattato ancora prima della campagna elettorale, convinto che la Regione avesse bisogno della sua esperienza per costruire nuovi progetti.
Tra gli interventi anche quello di Nichi Vendola, presidente della Regione durante la stagione di Bollenti Spiriti, il programma di politiche giovanili di cui D’Elia fu uno dei principali ideatori insieme a Guglielmo Minervini.
Vendola ha ricordato la generazione di amministratori e collaboratori che, a partire dal 2005, riuscì a tradurre in iniziative concrete idee considerate fino ad allora utopistiche. Ha parlato del rapporto personale con D’Elia e del dolore per una perdita che ha paragonato a quella di un figlio.
Le parole più intime sono arrivate dalla moglie, Alessia Zabatino, che ha ricordato come Annibale avesse contribuito a rendere più bella la Puglia, incoraggiando le persone a realizzare i propri progetti. Ha chiesto ai presenti di continuare a far vivere ciò che il marito aveva costruito.
È intervenuto anche Roberto Covolo, dirigente regionale e amico storico di D’Elia, ricordando l’entusiasmo con cui avevano ripreso a lavorare insieme dopo il suo ritorno da Milano e i numerosi messaggi di affetto arrivati da tutta Italia.
Il feretro, circondato da sei piantine di crisantemi olandesi, era accompagnato dalle immagini della vita e del percorso professionale del dirigente.
Annibale D’Elia era tornato in Puglia da pochi mesi. Dopo aver contribuito alla nascita di Bollenti Spiriti e Principi Attivi, aveva lavorato per anni al Comune di Milano, occupandosi di innovazione e sviluppo delle attività produttive. A giugno aveva accettato l’incarico proposto da Decaro, tornando nella Regione dove aveva avviato i progetti che lo avevano fatto conoscere.
La sua morte ha interrotto quel nuovo incarico a soli quattro mesi dalla nomina.