Un ragazzo di 19 anni è stato arrestato e portato in carcere a Molfetta nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Antony La Forgia, il giovane ucciso nella notte tra il 15 e il 16 giugno 2026. Secondo gli investigatori, il 19enne avrebbe aiutato i presunti organizzatori ed esecutori del delitto, procurando gli abiti utilizzati per non essere riconosciuti e occupandosi della consegna e della successiva sparizione delle armi.
È il quinto arresto nell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani e condotta dai carabinieri. Il giovane deve rispondere di concorso in omicidio aggravato, detenzione e porto illegale di armi da fuoco in luogo pubblico e violenza privata.
La ricostruzione degli investigatori attribuisce al 19enne un ruolo nella preparazione e nell’esecuzione dell’agguato. Avrebbe accompagnato uno dei complici a recuperare l’automobile utilizzata per il delitto e fornito indumenti scuri destinati a nascondere l’identità dei partecipanti.
Successivamente, a bordo di una motocicletta, avrebbe trasportato e consegnato le pistole impiegate per uccidere La Forgia. Dopo l’omicidio avrebbe recuperato le armi, facendone perdere le tracce.
Secondo l’accusa, il giovane avrebbe partecipato anche alle minacce e alle pressioni esercitate su un altro ragazzo, che avrebbero indotto la vittima a raggiungere il luogo dell’agguato. Da qui la contestazione del reato di violenza privata.
Un contributo alle indagini è arrivato dalle telecamere di videosorveglianza cittadine, le cui registrazioni hanno consentito ai carabinieri di ricostruire gli spostamenti e le diverse fasi dell’agguato.
Nei mesi scorsi erano già stati fermati due maggiorenni e un minorenne, ritenuti coinvolti nell’organizzazione e nell’esecuzione materiale dell’omicidio. Un’altra persona era stata arrestata, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, per detenzione e porto illegale di arma da fuoco.
Le accuse nei confronti del 19enne dovranno essere accertate nel corso del procedimento penale.