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Brindisi, asportò il surrene sano anziché quello con il tumore: chirurgo a processo per lesioni gravissime

A una paziente fu asportata la ghiandola surrenale sana, mentre quella colpita da un tumore rimase al suo posto. Ora il chirurgo che eseguì l’intervento all’ospedale Perrino di Brindisi dovrà affrontare un processo per lesioni personali gravissime colpose in ambito sanitario. Lo ha deciso il giudice Simone Falerno al termine dell’udienza predibattimentale che si è svolta ieri, 5 novembre, al Tribunale di Brindisi.

La vicenda risale al settembre 2023. La donna, allora settantaduenne, era stata sottoposta ad accertamenti diagnostici che avevano individuato una massa tumorale di circa quattro centimetri al surrene destro. Ma nelle conclusioni del referto della Tac era stato commesso un errore: veniva indicata l’asportazione della ghiandola sinistra, anziché di quella destra.

Il chirurgo, secondo l’accusa, si sarebbe basato sul referto senza verificare le immagini degli esami diagnostici originali. Il 5 settembre 2023, durante l’intervento al Perrino, venne così rimossa la ghiandola sana.

L’errore emerse soltanto dopo l’esame istologico dei tessuti asportati. La paziente fu informata dell’accaduto e successivamente si rivolse all’ospedale di Acquaviva delle Fonti, dove subì un secondo intervento per rimuovere la ghiandola effettivamente malata. I medici riuscirono a conservarne soltanto una piccola porzione, sufficiente a garantire una funzionalità ridotta.

La donna, assistita dall’avvocata Sandra Di Monte, presentò denuncia ai carabinieri di Carovigno. Le indagini della Procura di Brindisi si sono concentrate sulla mancata verifica della documentazione diagnostica e sull’errore contenuto nel referto, che sarebbe stato recepito senza ulteriori controlli.

All’udienza del 5 novembre il giudice ha disposto il processo nei confronti del chirurgo, difeso dall’avvocato Andrea Silvestre. Sono state ammesse le costituzioni di parte civile della paziente, del marito e della figlia, assistiti rispettivamente dagli avvocati Sandra Di Monte, Raffaele Missere e Gianfredi Perrucci.

La prima udienza del processo è fissata per il 3 febbraio 2027, davanti al giudice Anna Guidone. Sarà il dibattimento ad accertare le eventuali responsabilità del medico per l’intervento eseguito sulla ghiandola sana.