Quarant’anni di storia non sarebbero sufficienti a raccontare tutte le alluvioni che hanno colpito Bari. Per questo il Politecnico e l’Università Aldo Moro hanno scelto un arco temporale più ampio, dal 1905 al 2006, per una mostra fotografica che sarà inaugurata martedì 20 ottobre a Palazzo Starita.
L’iniziativa, intitolata Acqua che non si aspetta – Le alluvioni storiche di Bari, nasce in occasione del centenario dell’alluvione che investì la città nella notte tra il 5 e il 6 novembre 1926.
Il percorso comprende quaranta testimonianze fotografiche relative a cinque eventi: le alluvioni del 1905, 1915, 1926, 1954 e 2006. Le immagini sono accompagnate da documenti storici e materiali che illustrano gli interventi e gli studi realizzati per ridurre il rischio idrogeologico.
Il progetto è promosso dal Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale, del territorio, edile e di chimica del Politecnico di Bari, con il sostegno del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università Aldo Moro. La Fondazione Puglia ospita l’esposizione.
Il rettore del Politecnico, Umberto Fratino, richiama la necessità di conservare la memoria degli eventi e di rafforzare la preparazione tecnica di chi interviene sul territorio. Giuseppe Mastronuzzi, docente di Geografia fisica e geomorfologia, insiste invece sull’importanza della conoscenza dei fenomeni naturali e della loro frequenza per pianificare gli interventi di prevenzione.
Durante l’inaugurazione sarà presentato anche un premio di laurea dedicato alla memoria di Antonio Rosario Di Santo, già docente di Costruzioni idrauliche e segretario generale dell’Autorità di Bacino della Puglia.
La mostra sarà visitabile fino al 30 ottobre, dalle 14 alle 20, con ingresso gratuito e prenotazione. Un’occasione per confrontare le immagini delle alluvioni del passato con le conoscenze tecniche di cui oggi dispone la città.