Mentre Taranto si prepara ad accogliere i Giochi del Mediterraneo, il Comune guarda già al giorno successivo alla manifestazione. Sono nove le offerte presentate per la gestione di sette strutture sportive costruite o riqualificate in vista dell’evento. L’obiettivo è evitare che gli investimenti realizzati per i Giochi restino senza una funzione stabile e trasformare gli impianti in strutture utilizzabili tutto l’anno.
Lo stadio Iacovone segue un percorso autonomo, essendo già interessato da una proposta di project financing presentata dal gruppo Ladisa, al quale fa capo il Taranto Calcio.
Per gli altri impianti Palazzo di Città ha pubblicato due distinti avvisi. Il primo comprende lo stadio “Renzino Paradiso” di Talsano e il pacchetto formato dal centro tennis “Magna Grecia” e dal nuovo parco urbano sportivo della Salinella. Sono arrivate complessivamente cinque candidature: due per il Paradiso e tre per la gestione congiunta delle altre due strutture.
Il secondo avviso riguarda invece PalaMazzola, stadio del nuoto “Torre d’Ayala” e il complesso costituito da PalaRicciardi e stadio di atletica “Giuseppe Valente”. In questo caso le proposte complessive sono quattro. Non si sarebbero fatti avanti grandi gruppi nazionali specializzati nella gestione dell’impiantistica sportiva, mentre tra gli interessati figurerebbero soggetti collegati al mondo delle federazioni.
La situazione più delicata riguarda lo stadio del nuoto, dotato di due vasche olimpioniche da 50 metri. I costi per acqua, energia e manutenzione rendono particolarmente onerosa la gestione e per la struttura è arrivata una sola proposta, inserita in un progetto più ampio. Il Comune ha già avviato interlocuzioni con la Federazione italiana nuoto, che avrebbe però richiesto un sostegno economico che l’ente, al momento, non è in grado di assicurare. «Vedremo comunque di trovare una soluzione», afferma il sindaco Piero Bitetti.
I tempi per gli affidamenti saranno differenti. Dal 4 settembre, conclusi i Giochi, è prevista una fase transitoria durante la quale le strutture resteranno nella disponibilità della gestione commissariale guidata da Massimo Ferrarese. Per stadio di Talsano, centro tennis e parco urbano sportivo il Comune punta a completare gli affidamenti già entro settembre. Per PalaMazzola, PalaRicciardi, stadio Valente e piscine potrebbe invece essere necessario attendere novembre.
Differenti anche le procedure giuridiche: per le prime tre strutture è previsto il possibile affidamento gratuito a società o associazioni sportive senza fini di lucro, mentre per gli altri impianti si applicheranno le norme del Codice degli appalti relative alla collaborazione tra amministrazione pubblica e operatori privati.
Resta infine aperta la questione delle risorse necessarie ad accompagnare l’avvio delle nuove gestioni. Il commissario Ferrarese aveva ipotizzato la possibilità di lasciare una dotazione finanziaria dopo i Giochi, ma la decisione dipenderà dalle somme che resteranno disponibili al termine della manifestazione.
«L’eredità che ci lasceranno i Giochi deve essere concretamente valorizzata», sottolinea Bitetti. La vera sfida, terminata la competizione, sarà infatti fare in modo che gli impianti non rappresentino soltanto il ricordo di un grande evento, ma diventino un patrimonio sportivo stabile della città.