Si allarga all’approdo di Torre San Gregorio, antico porto di Vereto, la seconda campagna di scavo “DiscoVereto”, in programma dal 31 agosto al 2 ottobre nel territorio di Patù, in provincia di Lecce.
Le attività sono condotte dall’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, sotto la direzione scientifica di Valentino Nizzo, con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per Brindisi, Lecce e Taranto. Alla campagna partecipano circa venti tra studenti e collaboratori dell’Orientale, dell’Università del Salento e di altri atenei italiani.
Le ricerche si concentrano a San Gregorio, dove gli archeologi cercheranno di verificare la prosecuzione e l’andamento di imponenti strutture databili tra il IV e il II secolo avanti Cristo, interpretate come infrastrutture legate all’antico scalo portuale di Vereto.
Nella stessa area, negli anni Settanta, Cosimo Pagliara riportò alla luce frammenti di anfore e monete ellenistiche della zecca di Durazzo, testimonianze dell’inserimento di Vereto nei commerci mediterranei e del ruolo mantenuto dall’insediamento messapico durante la romanizzazione del Salento.
Particolare attenzione sarà riservata alla grande struttura che dalla collina scende verso il mare, deteriorata nel tempo. L’obiettivo è individuarne eventuali prosecuzioni e soprattutto stratigrafie integre capaci di fornire nuove informazioni sulla storia dell’approdo.
Parallelamente saranno messi in sicurezza i resti già individuati, con il rinnovo di percorsi, passerelle e sistemi di illuminazione ecocompatibili. Al Museo Archeologico di Vereto sono inoltre previsti interventi tecnologici per migliorare l’accessibilità dei contenuti alle persone con disabilità.
Prosegue anche il percorso di archeologia partecipata, con il coinvolgimento della comunità attraverso laboratori, attività di citizen science, formazione, seminari e incontri pubblici.
Ad accompagnare la nuova campagna c’è infine il podcast seriale “Veretum. Un viaggio nella storia antica del Capo di Leuca”, disponibile dal 27 agosto sulle principali piattaforme, che racconta gli scavi, i reperti e il lavoro degli archeologi attraverso le testimonianze del direttore scientifico Valentino Nizzo e dei giovani ricercatori coinvolti nel progetto.