Usura, estorsione e riciclaggio: 21 rinvii a giudizio. Coinvolti ex politici e imprenditori

Usura, estorsione e riciclaggio con con l’aggravante del metodo mafioso: 21 persone sono state rinviate a giudizio, mentre altre due hanno scelto di essere processate con rito abbreviato a conclusione dell’udienza preliminare svoltasi dinanzi al gup di Lecce, Simona Panzera. Si tratta di un’inchiesta partita dalla denuncia dell’ex consigliere regionale Danilo Crastolla, di Mesagne che si è costituito parte civile ma che veste anche il doppio ruolo di imputato per false fattura, che ha dichiarato di essere finito nel giro dei taglieggiatori per finanziarsi due campagne elettorali non andate a buon fine. In particolare quelle del 2005 e del 2010 per cui avrebbe speso complessivamente 450 mila euro all’incirca. Tra gli imputati c’è anche un ex consigliere comunale di Mesagne, Rino Tagliente, e quattro imprenditori, tra cui anche il titolare di una ditta che si occupa di raccolta di rifiuti per enti pubblici. Nel corso delle indagini, coordinate dal pm Alessio Coccioli della Dda di Lecce, che portò nel settembre 2014 all’esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare, 13 in carcere e 3 ai domiciliari. Nel corso dell’inchiesta la polizia giudiziaria ha verificato che l’ex consigliere regionale mesagnese tra il 2009 e il 2010 aveva ‘staccato’ 38 assegni, per importi da un minimo di mille euro ad un massimo di 7mila euro.