Andria piange Laura Procacci, la sindaca Bruno: «Sono incredula, una vita dedicata agli altri»


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La morte di Laura Procacci, la giovane sergente della Croce Rossa italiana rimasta vittima dell’incidente aereo in Bosnia-Erzegovina insieme ad altri tre militari italiani, ha suscitato profondo dolore ad Andria, sua città d’origine.

La sindaca Giovanna Bruno ha affidato ai social il ricordo della giovane: «Una ragazza conosciuta per il suo temperamento e la sua testimonianza di forte positività. Una vita intrisa di volontariato e sani princìpi. Sono incredula».

La prima cittadina ha espresso la vicinanza dell’amministrazione comunale alla famiglia, ricordando l’impegno di Laura nel volontariato e nel servizio militare. «Come si fa a commentare dovendo elaborare una perdita così grave, così inspiegabile?», ha scritto, manifestando il desiderio della città di stringersi attorno a quanti l’hanno conosciuta e amata.

Cordoglio anche da parte di Domenico Lamanna, governatore della Misericordia di Canosa di Puglia, associazione nella quale Laura aveva prestato servizio per tre anni, dal 2019 al 2022. Successivamente si era trasferita a Roma per studiare Medicina e intraprendere il percorso nel Corpo militare volontario della Croce Rossa.

La giovane si trovava in Bosnia nell’ambito della missione internazionale Eufor Althea. L’elicottero militare italiano sul quale viaggiava è precipitato nella zona di Brčko durante un’attività addestrativa. Nell’incidente sono morti anche il tenente della Croce Rossa Franco Adriano Zecchillo e i sergenti dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi. Undici i feriti.