Assalti ai bancomat, allarme in Puglia: in Regione confronto su sicurezza e servizi


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Gli assalti agli sportelli bancomat in Puglia non sono più soltanto un problema di ordine pubblico. Le esplosioni provocano danni agli immobili e, soprattutto nei piccoli centri, rischiano di lasciare intere comunità senza un servizio essenziale. È il quadro emerso ieri, 10 settembre, durante l’audizione congiunta delle Commissioni I e II del Consiglio regionale, convocata per affrontare l’escalation degli attacchi agli ATM. Ai lavori erano stati invitati Prefetture, Forze dell’Ordine, Anci Puglia, Abi, Poste Italiane e organizzazioni sindacali.

Al centro del confronto non soltanto la prevenzione degli assalti, ma anche i tempi di ripristino degli sportelli colpiti, la situazione dei comuni rimasti senza ATM e le misure di sicurezza adottate da banche e Poste.

Nei primi sei mesi del 2026 gli assalti agli ATM bancari sono aumentati di 34 episodi rispetto allo stesso periodo del 2025. A preoccupare sono anche le modalità degli attacchi, caratterizzate sempre più spesso dall’impiego di esplosivi, con rischi non solo per le strutture ma anche per residenti, lavoratori e forze dell’ordine.

Durante l’audizione sono intervenuti, tra gli altri, Stefano Formica, responsabile della Tutela aziendale Sud di Poste Italiane, e Marco Iaconis di Ossif, il centro di ricerca dell’Associazione bancaria italiana sulla sicurezza anticrimine. Dal confronto è emersa l’esistenza di sistemi di sicurezza e protocolli già adottati, ma anche la necessità di un maggiore coordinamento tra istituzioni, istituti di credito e forze dell’ordine.

Uno dei temi principali è stata la proposta di istituire un Osservatorio regionale sugli assalti agli sportelli automatici, collegato alla cabina di regia nazionale e agli organismi territoriali. Il Movimento 5 Stelle ha sostenuto la proposta, ricordando l’esistenza di osservatori territoriali a Bari e Brindisi e la prospettiva di analoghi organismi nelle altre province. L’obiettivo sarebbe quello di condividere dati e informazioni, monitorare il fenomeno e coordinare le misure di prevenzione.

Il presidente della I Commissione Ubaldo Pagano ha sottolineato soprattutto le conseguenze sociali degli assalti: dopo le esplosioni, in alcuni casi gli sportelli non vengono riattivati e gli abitanti dei piccoli comuni sono costretti a percorrere chilometri per effettuare un prelievo o altre operazioni. Pagano ha proposto anche di valutare sistemi di timbratura automatica con inchiostro delle banconote custodite negli ATM, in modo da rendere meno conveniente l’azione dei gruppi criminali.

Particolare attenzione è stata rivolta alle aree interne e alla provincia di Foggia, dove, come evidenziato dalla consigliera Rossella Falcone, esistono ancora sportelli non ripristinati, non funzionanti o utilizzabili soltanto in determinate fasce orarie. Una situazione che pesa soprattutto sulle persone anziane e su chi non dispone di mezzi propri o non utilizza i servizi bancari digitali.

Sull’Osservatorio, però, si è aperto anche uno scontro politico. Fratelli d’Italia ha contestato l’utilità di creare un nuovo organismo regionale, sostenendo che il contrasto al fenomeno debba passare soprattutto dai tavoli delle Prefetture, dal Ministero dell’Interno e dalla Commissione regionale Antimafia. Il gruppo ha chiesto interventi concreti per evitare che gli ATM distrutti non vengano più ripristinati.

Il PD ha replicato annunciando l’intenzione di presentare una proposta di legge per l’istituzione dell’Osservatorio, sostenendo che il problema riguarda non soltanto la criminalità ma anche il diritto dei cittadini a mantenere servizi bancari e postali nei territori più fragili.

Il confronto in Regione rappresenta quindi un primo passaggio. Sul tavolo restano due questioni strettamente collegate: rafforzare la prevenzione contro bande che utilizzano esplosivi per sventrare gli ATM e impedire che, dopo ogni assalto, siano soprattutto i cittadini dei piccoli comuni a pagarne le conseguenze con la perdita definitiva dello sportello.