Dall’alcol versato sulla brace per ravvivare il fuoco agli incidenti sul lavoro, dalle esplosioni di bombole agli schianti stradali con incendio del carburante. È stata un’estate particolarmente intensa per il Centro Ustioni del Policlinico di Bari, dove i dieci posti letto sono rimasti costantemente occupati da pazienti provenienti dalla Puglia, da altre regioni e anche da località turistiche.
Tra i casi affrontati ci sono state ustioni provocate da incendi di sterpaglie, sostanze caustiche, liquidi infiammabili, trattamenti estetici domestici e incidenti stradali. In alcuni casi le ustioni hanno interessato oltre la metà della superficie corporea.
Particolarmente grave la vicenda di una donna rimasta ustionata durante un rito di purificazione che prevedeva l’utilizzo sul corpo di sostanze a base alcolica: le lesioni hanno raggiunto l’80 per cento della superficie corporea.
Il direttore del Centro, Giulio Maggio, sottolinea come molti episodi, pur molto diversi tra loro, siano stati accomunati dalla sottovalutazione del rischio. Nei casi più complessi è stato necessario un intervento multidisciplinare per pazienti che presentavano contemporaneamente ustioni estese, fratture e altri traumi.
Nonostante la gravità delle situazioni trattate durante l’estate 2026, non si è registrato alcun decesso nel Centro Ustioni del Policlinico di Bari.