Bari, inchiesta sulle sale giochi: nuovi sequestri nell’indagine sulla penetrazione mafiosa


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Nuovi sequestri nell’inchiesta sulla presunta penetrazione criminale nella gestione e nel controllo delle sale giochi a Bari. I provvedimenti sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza su decreto del gip, su richiesta della Procura.

L’indagine, che lo scorso luglio aveva portato a oltre venti arresti, 79 indagati e al sequestro di beni per più di 60 milioni di euro, riguarda un sistema che, secondo l’accusa, avrebbe consentito di controllare diverse attività legate a slot e videolottery.

I nuovi sequestri riguardano un ramo d’azienda con due sale slot e video slot e un’altra attività che percepiva il canone di affitto di un ristorante. I beni sarebbero riconducibili a quattro indagati accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e peculato, con l’aggravante del metodo mafioso.

Secondo gli investigatori, alcune società sarebbero state utilizzate per conservare la disponibilità di risorse finanziarie riconducibili alle attività già finite sotto sequestro. Nell’inchiesta sono coinvolti anche Alessandro, Antonio e Massimiliano Snidar, indicati come figure di primo piano nel settore delle sale giochi baresi.