Oltre 74 tonnellate di carburante non conforme sono state sottratte al mercato dall’inizio dell’anno in Puglia e tre distributori sono finiti recentemente sotto sequestro nel Barese. Al centro degli accertamenti c’è anche la presenza di acqua nel diesel commercializzato agli automobilisti. A rilanciare l’allarme è Consumerismo No Profit, che chiede controlli più incisivi sulla rete di distribuzione.
Gli interventi della Guardia di finanza hanno portato a sequestri e denunce per ipotesi di frode in commercio e miscelazione abusiva. Il rischio per gli automobilisti non riguarda soltanto il prezzo pagato per un prodotto non conforme: acqua o sostanze estranee nel carburante possono provocare seri danni al sistema di alimentazione, alla pompa d’iniezione, agli iniettori e al serbatoio, con riparazioni che possono costare migliaia di euro.
Consumerismo invita chi dovesse riscontrare problemi immediatamente dopo un rifornimento a conservare ogni elemento utile. Scontrino o ricevuta elettronica, data e ora dell’operazione e indicazione del distributore possono diventare fondamentali. È consigliabile inoltre documentare le anomalie del veicolo e chiedere all’officina una diagnosi scritta, eventualmente conservando un campione del carburante estratto dal serbatoio.
L’allarme arriva in una fase già segnata dal rincaro dei carburanti. Secondo i dati riportati dall’associazione, in Puglia il gasolio self service si colloca mediamente intorno a 2,095 euro al litro e la benzina a 2,004 euro.
Il problema ha ripercussioni anche sull’economia regionale: autotrasporto e agricoltura sono particolarmente esposti ai costi energetici. Nel comparto ortofrutticolo, secondo quanto riportato da L’Edicola, i costi del trasporto sarebbero aumentati di circa il 25%, con conseguenze sui prezzi finali.