Criminalità giovanile, operazione nazionale della Polizia: due arresti e 17 denunce a Brindisi, scoperte «crack house» nel Foggiano


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Due persone arrestate, 17 denunciate e 5.784 controllate nella provincia di Brindisi. Nel Foggiano, invece, gli investigatori hanno scoperto alcune «crack house», strutture utilizzate per trasformare la cocaina in crack, vendere sostanze stupefacenti e consentirne il consumo. Sono i principali risultati in Puglia della vasta operazione contro la criminalità giovanile condotta dalla Polizia di Stato nelle ultime due settimane su tutto il territorio nazionale.

L’attività, coordinata dal Servizio Centrale Operativo e svolta dalle 106 Squadre mobili italiane, ha riguardato giovani, anche minorenni, coinvolti individualmente o in gruppi in reati contro la persona, il patrimonio, in materia di armi e sostanze stupefacenti.

In provincia di Brindisi, la Polizia ha controllato 5.784 persone, eseguito due arresti e denunciato a piede libero altre 17 persone. Gli agenti hanno effettuato perquisizioni personali e domiciliari e presidiato le aree considerate maggiormente esposte a episodi di criminalità giovanile.

Le indagini, condotte in collaborazione con l’autorità giudiziaria, hanno riguardato reati come danneggiamento aggravato, rissa e resistenza a pubblico ufficiale. Sono stati inoltre emessi provvedimenti di Daspo urbano e fogli di via obbligatori.

Un elemento delle investigazioni riguarda l’analisi delle conversazioni sui telefoni cellulari dei giovani coinvolti. Attraverso l’esame delle chat e dei gruppi di messaggistica, la Polizia ha raccolto elementi ritenuti decisivi per ricostruire l’organizzazione e il coordinamento dei disordini verificatisi durante alcune manifestazioni.

Nel Foggiano, invece, gli investigatori hanno individuato alcune strutture utilizzate per la produzione artigianale di crack. Le indagini si sono avvalse anche delle segnalazioni arrivate attraverso YouPol, l’applicazione della Polizia di Stato che permette ai cittadini di segnalare episodi di spaccio e altre situazioni sospette.

Secondo quanto ricostruito, nei locali individuati la cocaina veniva trasformata in crack e venivano commercializzate diverse sostanze stupefacenti. Gli ambienti erano inoltre attrezzati per consentire agli acquirenti di consumare la droga direttamente sul posto.

Il bilancio nazionale: 644 arresti e 1.695 denunce

Su scala nazionale l’operazione si è conclusa con 575 maggiorenni e 69 minorenni arrestati, per un totale di 644 persone. Altri 1.695 giovani, tra cui 373 minorenni, sono stati denunciati in stato di libertà.

Complessivamente sono stati controllati 236.138 giovani, di cui 23.060 minorenni, soprattutto nelle zone della movida e nelle aree interessate dallo spaccio di stupefacenti.

Le verifiche hanno riguardato anche 299 abitazioni, comprese 39 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 365 sale giochi, 896 esercizi commerciali, 1.149 luoghi di ritrovo, 177 stazioni e 198 parchi. Sono state contestate 1.394 violazioni amministrative.

Durante le perquisizioni gli agenti hanno sequestrato 69,4 chilogrammi di cocaina, 174,8 chilogrammi di cannabinoidi e oltre 328 grammi di eroina, oltre ad altre sostanze stupefacenti.

Recuperati anche oggetti ritenuti provento di furto, 269.863 euro in contanti, 28 armi da fuoco, 210 armi bianche e numerosi strumenti atti a offendere, tra cui mazze da baseball, sfollagenti telescopici e tirapugni. Sequestrati inoltre ordigni esplosivi e materiali utilizzabili per lo scasso.

Sotto osservazione 1.115 profili social

Una parte dell’operazione ha riguardato i social network, sui quali alcuni giovani pubblicavano immagini e video relativi a comportamenti violenti, armi e attività criminali.

La Polizia ha monitorato 1.115 profili social. Per tre account, individuati nella provincia di Torino, è già stata richiesta la rimozione a causa della pubblicazione di contenuti violenti e dell’ostentazione di armi.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla Lombardia, dove i controlli si sono concentrati nelle province di Como, Cremona, Milano e Monza e Brianza, anche alla luce dei gravi episodi verificatisi durante le manifestazioni del 17, 18 e 24 ottobre.

L’operazione ha impegnato migliaia di poliziotti delle Questure italiane, con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine e di altri uffici della Polizia di Stato.