Ex Ilva, benzene e manutenzioni carenti: le accuse alla gestione Morselli


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Emissioni di benzene, manutenzioni omesse e riparazioni di fortuna negli impianti: sono alcuni degli elementi al centro dell’inchiesta della Procura di Taranto sulla gestione dell’ex Ilva tra il 2019 e il 2024. Gli investigatori contestano un progressivo peggioramento dell’aria nei quartieri Tamburi e Lido Azzurro, con conseguenze per la salute dei residenti.

L’indagine coinvolge 28 persone e cinque società. I pubblici ministeri hanno chiesto gli arresti domiciliari per Lucia Morselli, ex amministratrice delegata di Acciaierie d’Italia, per l’ex direttore dello stabilimento Alessandro Labile e per Francesco Astorri, dirigente Ispra responsabile dei controlli sugli impianti di interesse strategico nazionale. Per altri dieci indagati sono state richieste misure interdittive. Gli interrogatori preventivi sono fissati al 3 novembre davanti al gip Francesco Maccagnano, che dovrà valutare le richieste cautelari.

Secondo l’accusa, la gestione avrebbe privilegiato la riduzione dei costi e i profitti, omettendo interventi di manutenzione e non utilizzando impianti destinati all’abbattimento del benzene. Negli atti vengono indicati 387 superamenti delle soglie orarie nel biennio 2022-2023. Nel 2023 la centralina Meteo Parchi avrebbe registrato una concentrazione media annua di benzene di 5,3 microgrammi per metro cubo, a fronte del limite di 5 previsto per l’area urbana.

Le contestazioni richiamano anche dati epidemiologici relativi alla mortalità per tumore polmonare e mesotelioma, ai ricoveri per patologie tumorali e respiratorie e a un eccesso di rischio di leucemia mieloide acuta infantile indicato negli atti intorno al 250%. Sono elementi dell’impianto accusatorio, sul quale dovrà svolgersi il confronto giudiziario.

Un altro capitolo riguarda la sicurezza degli impianti. I magistrati descrivono nastri trasportatori riparati con pezzi di tappeto recuperati, binari sistemati con tiranti anziché con traversine idonee, deragliamenti di carri siluro contenenti ghisa a circa 1.200 gradi e fuoriuscite di acciaio fuso. Episodi che la Procura riconduce alle presunte carenze nelle manutenzioni ordinarie e straordinarie.

Quanto ai controlli ambientali, Astorri avrebbe favorito l’azienda negli esiti delle ispezioni. In cambio, secondo gli inquirenti, gli sarebbe stato promesso un incarico dirigenziale, mai ottenuto.

La difesa di Morselli respinge le accuse. L’avvocato Giuseppe Iannaccone sostiene che la sua assistita abbia sempre rispettato le regole e si dice convinto di poter chiarire la correttezza del suo operato nel confronto con i magistrati.