Ex Ilva, cassa integrazione fino a 8.622 lavoratori: trattativa rinviata dopo il vertice del 27 ottobre


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Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria rinvia a dopo il 27 ottobre le convocazioni per discutere la nuova richiesta di cassa integrazione straordinaria. La decisione è stata comunicata dall’azienda in vista dell’incontro fissato a Palazzo Chigi tra Governo e sindacati per affrontare la crisi dell’ex Ilva e le conseguenze sull’occupazione.

Fino ad allora resteranno in vigore i numeri e le condizioni già autorizzati dal Ministero del Lavoro, con la possibilità di ricorrere alla Cigs fino al 28 febbraio 2027.

La nuova procedura, avviata dai commissari il 14 ottobre, prevede un aumento dei lavoratori interessati dalla cassa integrazione dagli attuali 4.450 a un massimo di 8.622, coinvolgendo tutti gli stabilimenti del gruppo.

La situazione più pesante riguarda Taranto, dove la misura potrebbe interessare 6.964 dipendenti su un totale di 7.875. A Genova sarebbero coinvolti 870 lavoratori su 917, a Novi Ligure 515 su 542 e a Milano 117 su 127.

Su un organico complessivo di 9.626 dipendenti, il piano aziendale prevede di mantenerne in servizio 1.004, destinati principalmente alla custodia degli impianti e alle attività amministrative e ambientali.

Intanto, per oggi, martedì 20 ottobre, è fissata in Cassazione l’udienza relativa al fermo dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto, un altro procedimento che potrebbe incidere sul futuro produttivo della fabbrica.

Il prossimo appuntamento tra Governo e organizzazioni sindacali resta quello del 27 ottobre a Palazzo Chigi. Solo dopo quel confronto l’azienda procederà con le convocazioni sulla nuova cassa integrazione.