Ex Ilva, Taranto paralizzata dai blocchi: distributori senza carburante e rifornimenti limitati negli aeroporti


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Oltre cinquanta stazioni di servizio rimaste a secco, difficoltà nei rifornimenti degli aeroporti di Bari e Brindisi e autobus costretti a ridurre le corse. La protesta dei lavoratori dell’ex Ilva di Taranto, giunta mercoledì 14 ottobre al terzo giorno consecutivo, sta producendo conseguenze in tutta la Puglia, con ripercussioni anche in Basilicata e Calabria.

Restano attivi i presìdi lungo la statale 7 Appia, nei pressi dello stabilimento siderurgico, e sulla statale 106 Jonica, vicino alla raffineria Eni. I manifestanti occupano anche il raccordo tra la statale 100 e la 106, impedendo il normale transito dei mezzi pesanti. Gli operai hanno trascorso un’altra notte all’aperto, accendendo piccoli fuochi per ripararsi dal freddo. I sindacati hanno prolungato lo sciopero e i lavoratori non intendono interrompere i blocchi senza garanzie sul futuro occupazionale.

La situazione più delicata riguarda la raffineria Eni. Il blocco degli accessi impedisce alle autocisterne di effettuare regolarmente le consegne. Secondo l’ultimo dato comunicato dalla società, oltre 50 dei circa 300 distributori serviti dall’impianto hanno già esaurito il carburante.

A Bari diversi impianti, soprattutto della rete Enilive, espongono cartelli che segnalano l’esaurimento di benzina o gasolio. Gli automobilisti sono costretti a cercare distributori ancora riforniti. Problemi vengono segnalati anche in Calabria, dove alcune stazioni di servizio hanno ricevuto comunicazioni di mancata consegna.

Le conseguenze raggiungono gli aeroporti. Enilive ha dichiarato una situazione di carenza di carburante negli scali di Bari e Brindisi. Aeroporti di Puglia ha prorogato gli avvisi aeronautici, i cosiddetti Notam, che informano le compagnie delle limitazioni negli approvvigionamenti. Le restrizioni, previste fino a venerdì 16 ottobre, riguardano il carburante per gli aeromobili, con disponibilità riservate ai voli di emergenza, soccorso, sanitari e di Stato.

Le compagnie sono state invitate a rifornire gli aerei in altri aeroporti, quando possibile. Segnalazioni precauzionali riguardano anche Foggia e Grottaglie. I voli di linea stanno comunque proseguendo, senza sospensioni generalizzate comunicate dalla società di gestione. A Bari le difficoltà interessano le forniture Eni, mentre altri operatori non hanno segnalato problemi analoghi.

A Taranto la carenza di gasolio ha già colpito il trasporto pubblico. Kyma Mobilità aveva annunciato per mercoledì il mantenimento delle sole corse scolastiche, nelle fasce dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15. All’alba, però, i manifestanti hanno consentito l’apertura temporanea di un varco della raffineria, permettendo il passaggio di una cisterna destinata al rifornimento degli autobus cittadini. Un’apertura limitata che non equivale alla ripresa ordinaria delle consegne.

Le difficoltà cominciano a coinvolgere anche il trasporto merci, con problemi segnalati per i camion che riforniscono i supermercati.

Eni avverte che, se i blocchi dovessero continuare, potrebbero verificarsi problemi anche nel funzionamento della raffineria. L’impianto necessita infatti di forniture costanti di gas tecnici e prodotti chimici. Un’interruzione prolungata potrebbe rendere necessaria la fermata programmata di alcune unità produttive. Al momento non risulta annunciata una fermata degli impianti.

La mobilitazione prosegue anche dopo il decreto approvato martedì dal Governo, che proroga fino a giugno 2027 alcune misure di sostegno al reddito dei lavoratori e introduce incentivi alle assunzioni. I sindacati giudicano insufficienti gli interventi e chiedono garanzie sulla continuità produttiva e sull’occupazione.

Resta inoltre aperta la questione giudiziaria dell’area a caldo, sulla quale è attesa una decisione della Cassazione il 20 ottobre.

Giovedì 15 ottobre i lavoratori raggiungeranno Bari con otto autobus per il confronto convocato dalla Regione Puglia con il presidente Antonio Decaro. I rappresentanti sindacali hanno già annunciato che i presìdi a Taranto proseguiranno anche durante l’incontro.

Intanto, per distributori e aeroporti, il ritorno a rifornimenti regolari dipende dalla possibilità di far ripartire le autocisterne ferme alla raffineria.