Fasano, incendio doloso nel deposito Gial: un commando ha dato fuoco ai mezzi della raccolta rifiuti


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Un commando ha appiccato l’incendio che nella notte ha devastato il deposito della Gial Srl, nella zona industriale sud di Fasano, distruggendo un capannone e numerosi automezzi utilizzati per la raccolta dei rifiuti. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri attraverso le immagini della videosorveglianza e le testimonianze raccolte, l’attentato sarebbe stato organizzato nei dettagli, con un diversivo per allontanare il personale di vigilanza e consentire agli incendiari di entrare nella struttura.

L’episodio è avvenuto intorno alla mezzanotte in via Giacomo Rosato, dove ha sede l’azienda che gestisce i servizi di igiene urbana. Stando alla ricostruzione investigativa, i responsabili avrebbero simulato un tentativo di furto di un mezzo per distrarre il guardiano. Una volta ottenuto l’accesso all’area, avrebbero appiccato il fuoco contemporaneamente in diversi punti, scegliendo obiettivi precisi.

Le modalità dell’azione fanno ipotizzare agli investigatori una conoscenza preventiva della disposizione degli spazi e dei veicoli. Non si esclude, quindi, che gli autori abbiano effettuato un sopralluogo prima dell’attentato.

Le fiamme si sono propagate rapidamente, raggiungendo sia il piazzale esterno sia l’interno del capannone. In pochi minuti l’incendio ha assunto dimensioni tali da richiedere l’intervento di numerose squadre dei Vigili del Fuoco.

Sul posto sono arrivati uomini e mezzi del Comando provinciale di Brindisi e dei distaccamenti di Ostuni, Francavilla Fontana e Monopoli. Durante le operazioni di spegnimento si sono verificate diverse esplosioni, provocate dal cedimento dei serbatoi di carburante e dallo scoppio degli pneumatici dei veicoli investiti dalle fiamme.

Il rogo ha completamente distrutto un capannone e compromesso una parte consistente del parco mezzi aziendale. Diversi autocarri e veicoli leggeri impiegati nei servizi di igiene urbana sono stati ridotti a carcasse. Soltanto dopo diverse ore i Vigili del Fuoco sono riusciti a domare l’incendio, evitando che si estendesse alle altre strutture.

Una parte della flotta è stata salvata e alcuni mezzi sono tornati operativi già nelle ore successive, permettendo alla Gial di proseguire, sia pure con le difficoltà provocate dall’attentato, le attività di raccolta dei rifiuti.

All’alba è cominciata la ricognizione dei danni. Le perdite economiche si annunciano ingenti, considerando la distruzione della struttura e il numero di veicoli coinvolti.

Le indagini dei carabinieri sono ora concentrate sull’identificazione degli autori e sul movente dell’attentato. Le immagini registrate dalle telecamere costituiscono uno degli elementi principali dell’inchiesta. Resta da stabilire chi abbia organizzato l’azione e per quale ragione sia stato preso di mira il deposito.

L’attentato arriva poche settimane dopo l’aggiudicazione di un appalto da oltre 158 milioni di euro. La Gial, insieme alla Cogeir Costruzioni e Gestioni Srl di San Vito dei Normanni, si è aggiudicata la gara per la gestione dei servizi di igiene urbana dell’Aro 3 Brindisi nord, per una durata di otto anni.

Il contratto riguarda cinque Comuni: Fasano, Ostuni, Cisternino, Carovigno e San Vito dei Normanni.

Sull’esito della gara pende un ricorso presentato dalla Monteco, società classificatasi al secondo posto.

La vicinanza temporale tra l’aggiudicazione dell’appalto e l’incendio è un elemento di contesto, ma al momento non risultano accertati collegamenti tra la procedura di gara e l’attentato. Saranno le indagini a chiarire il movente e le eventuali responsabilità.