E’ morto Alberto Villani, il cinquantenne di San Michele Salentino accusato dell’omicidio della madre, che domenica si è impiccato nella sua cella del carcere di Bari. Il decesso è stato dichiarato nella mattinata di martedì dopo che già da lunedì il coma era divenuto irreversibile. I familiari, l’ex compagna e i tre figli, tutti maggiorenni, hanno espresso la volontà di donare gli organi.
Villani si è tolto la vita impiccandosi nella sua cella: immediati erano stati i soccorsi degli agenti penitenziari e il trasporto in ambulanza al Policlinico dove però era giunto in stato di morte cerebrale.
Qualche giorno fa Villani era stato sottoposto a perizia psichiatrica su disposizione della Corte d’assise di Brindisi e martedì 10 febbraio il perito incaricato avrebbe dovuto riferirne in aula in risultati, in particolare se l’imputato, al momento di uccidere la madre bruciandola viva nella sua casa, fosse capace di intendere e di volere.
Si dovrà valutare se il gesto compiuto da Villani sia collegato agli esiti di quella perizia.
Il processo in Corte d’assise era ormai in dirittura d’arrivo. Dopo l’esame del consulente erano programmate la requisitoria del pm Giovanni Marino e le arringhe delle parti civili e della difesa.
Con l’epilogo tragico di una vicenda terribile non ci sarà però nessuna sentenza: la Corte d’assise di Brindisi presieduta da Maurizio Saso dichiarerà l’estinzione del reato per morte del reo, chiudendo definitivamente il processo senza il verdetto.