A meno di novanta giorni dall’inizio dei Giochi del Mediterraneo a Taranto, il dibattito sul loro impatto va oltre l’evento sportivo: per Confcommercio, inserire i Giochi nel panel conclusivo del Salone Mediterraneo dell’Impresa è un segnale chiaro della possibilità di avviare un’inversione di tendenza per la città, ma trasformare questo potenziale in risultati concreti richiede coesione, progetti, azioni e risorse finanziarie aggiuntive.
Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, sottolinea che manifestazioni di questo livello non servono solo a incontrare atleti internazionali, ma diventano leve di sviluppo territoriale. L’attenzione internazionale che si concentrerà su Taranto a partire dal 21 agosto, secondo Abodi, può attivare interesse e propositività, evidenziando l’investimento senza precedenti per grandi eventi al Sud, pur richiedendo uno sforzo condiviso tra imprese, università, camere di commercio e tessuto produttivo locale.
Anche il commissario straordinario Massimo Ferrarese conferma il ruolo dei Giochi come catalizzatore per la rigenerazione urbana: «Taranto ha tutte le carte in regola per rilanciarsi. Stiamo completando opere per centinaia di milioni che resteranno fruibili per sport, spettacoli ed eventi futuri». Tuttavia, il nodo rimane quello delle risorse: un taglio di 8,5 milioni operato un anno e mezzo fa rischia di limitare le possibilità operative, ma Ferrarese e il ministro Abodi si dicono fiduciosi in un ripristino immediato dei fondi originari.
Il sindaco Piero Bitetti ribadisce la necessità di completare “l’ultimo miglio” per garantire decoro urbano, sicurezza e fruibilità degli impianti, ricordando che la città ha già utilizzato tutti i risparmi disponibili. Il vice presidente della Regione, Cristian Casili, conferma un impegno per comunicazione, sicurezza e piccoli interventi di rigenerazione urbana, sottolineando la complessità dei costi giornalieri e la necessità di coordinamento.
Secondo Abodi, ogni euro investito nei Giochi produce un ritorno economico di 5,4 euro e garantisce una gestione efficiente grazie alle economie realizzate dal commissario. L’esperienza di Milano-Cortina viene citata come modello di eredità olimpica, con investimenti per voucher sportivi, formazione allenatori e percorsi per garantire continuità nella pratica sportiva tra i giovani, suggerendo che Taranto potrebbe replicare questa strategia per valorizzare l’eredità degli impianti.
In sintesi, i Giochi del Mediterraneo rappresentano per Taranto una finestra di opportunità unica: un evento internazionale capace di generare sviluppo, visibilità e rigenerazione, a patto che l’energia e l’entusiasmo siano sostenuti da una chiara strategia, risorse adeguate e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti.