La famiglia Nuzzo: tre generazioni di stimati gioiellieri brindisini

di Giovanni Membola

È il 1940 quando Pietro inizia la storia della Gioielleria Nuzzo aprendo un piccolo laboratorio in un seminterrato di via Saponea, nel centro città. Come accade in quel periodo, se si hanno capacità e voglia di fare i risultati arrivano, e così, in meno di dieci anni, quel laboratorio si trasferisce in via Conserva e diventa il primo vero negozio di famiglia. Nasce in questo modo, praticamente dal nulla, quella che poi è divenuta una tra le più longeve e famose gioiellerie e orologerie della città, un importante esempio di artigianato orafo che ha saputo abilmente adattarsi al mutare dei tempi.

Pietro Nuzzo ha origini partenopee, è cresciuto a Santa Brigida, nel cuore del centro storico di Napoli, sua vicina di casa era Pupella Maggio, la popolarissima attrice di teatro e cinema da lui a lungo corteggiata. Chiamato alle armi e inviato sul fronte africano, per motivi di salute venne rimpatriato e destinato a Brindisi, dove in una sartoria conobbe Grazia Rodi, una donna molto energica, attenta e più severa di lui, divenuta poi sua moglie. A lei si deve una gran parte del successo di quello che nel tempo è diventato un fiorente esercizio commerciale e laboratoriale. Dopo aver imparato il mestiere facendo pratica presso un altro noto laboratorio dell’epoca, Pietro decise di aprire la sua piccola bottega di oreficeria nel seminterrato a due passi a Corso Roma, mettendo in pratica quanto aveva appreso sulla delicata tecnica dell’incisione a mano libera, sulla saldatura e su come trattare l’oro e i metalli preziosi. Quel tugurio all’angolo tra via Saponea e via Gallipoli oltre ad essere un laboratorio, era anche il luogo dove viveva con la moglie e i loro due figli, ma i sacrifici di quegli anni gli hanno poi dato ragione, e in meno di un decennio riuscì a dimostrare tutta la sua vena artistica in questo particolare lavoro, tanto da poter aprire un nuovo e più adeguato locale in via Conserva, il suo primo negozio, dove si allargò al commercio di metalli e pietre preziose.

La gioielleria di corso Umberto negli anni Ottanta

Anche questa era una sorta di “casa e putea”: le prime due stanze erano riservate al negozietto di gioielleria, argenteria, orologeria e al laboratorio orafo, nel retrobottega vi era una cameretta e la piccola cucina dove tutta la famiglia viveva. Pietro lavorava duramente anche di notte, sempre con grande passione e una determinazione incrollabile, realizzava con raffinata maestria anelli e piccoli oggetti in oro da lui stesso ideati. Sul banco di lavoro in legno, illuminato da una lampada, riparava gli oggetti preziosi con le tecniche tradizionali della manifattura artigianale, era davvero bravo a fondere il metallo, da vero fabbro dell’oro recuperava anche la limatura purificata e utilizzava un apposito cannello su una piastra di amianto. Abilissimo soprattutto nell’incidere sul metallo figure e disegni, adoperando principalmente il bulino, una tecnica che richiedeva estrema delicatezza e precisione. Aveva un grande estro creativo, e prima di incidere faceva una serie di prove su un osso di seppia, anche quando si dotò di un più moderno pantografo.

La moglie Grazia, oltre a gestire la casa e famiglia, lo aiutava costantemente nella vendita in negozio ma anche in alcune operazioni di laboratorio, in particolare nella lucidatura dei gioielli e nel montaggio delle pietre preziose sugli anelli, tutti fatti a mano. Il fissaggio di pietre e brillanti era una fase davvero delicata, si doveva fare tanta attenzione a dosare i colpi di martelletto per chiudere le griffe, anche il piccolo Gianni ha imparato la tecnica quando era ancora un bambino, avviandosi al mestiere e facendo crescere l’attività fino al trasferimento nella sede attuale in Corso Umberto I. La scelta di una sede più centrale, su una strada principale e animata, fu dettata da una specifica richiesta della nota marca di orologeria Omega, di cui erano diventati concessionari per Brindisi. Era necessaria una migliore visibilità del negozio, una ulteriore spinta in tal senso venne anche da Gianni, che già dal 1963 collaborava attivamente con il padre. Per adeguare il locale da ex calzaturificio a negozio di gioielleria e orologeria furono indispensabili diversi mesi di lavoro, la nuova attività infatti venne finalmente inaugurata nel 1970.

Gianni Nuzzo, nel frattempo, volle fare esperienza in proprio; pertanto, con l’aiuto dei genitori si aprì “Lo Scrigno”, una nota e frequentata gioielleria in Corso Roma, concessionaria di orologi di lusso svizzeri Tissot e di seguito anche della Philip Watch. Erano a tutti gli effetti due negozi separati ma collaboravano attivamente e all’occorrenza si scambiavano anche i loro raffinati prodotti. A coadiuvare il lavoro di Gianni anche la moglie Antonia Palella, sempre al suo fianco dietro il banco, contribuiva anche il fratello di lei, Paolo, rimasto poi a lavorare nel ramo specifico. Era la gioielleria di riferimento per tutti i praticanti della pallacanestro degli anni ’70 e ‘80, lo sport che ha sempre rappresentato la grande passione di Gianni Nuzzo. Qui era di casa anche Elio Pentassuglia, “veniva spesso anche per analizzare le partite, specialmente per cercare una ‘consolazione’ dopo le sconfitte” ricorda sorridente. Tanti noti cestisti degli anni ’70 della Libertas Brindisi sono stati suoi clienti affezionati, alcuni di loro acquistarono modelli di orologi Omega di grande valore, leggendari cronografi diventati veri e propri simboli nell’universo dell’orologeria. Si spinsero a tanto poiché gli veniva permesso di pagare a rate, credito concesso solo a poche e selezionate persone. “Una Vigilia di Natale, eravamo stanchissimi e stavamo per chiudere, quando si presentò in negozio il cestista americano Tony Zeno con la sua fidanzata – racconta ancora il noto e affabile gioielliere – mi chiese ‘il gioiello più importante che avete’, doveva essere un regalo molto importante per la sua compagna, felicissima di ricevere quel dono d’amore molto speciale”. In tanti anni Gianni ha sponsorizzato numerosissime iniziative sportive ma anche una cinquantina di società amatoriali, “l’on. Caiati mi voleva portare alla dirigenza della squadra principale o comunque a far parte attiva del mondo dello sport, furono i miei genitori a frenare questo mio entusiasmo, dovevo lavorare. Ho perfino rifiutato la cattedra di educazione fisica per continuare a fare il commerciante, un mestiere che mi ha permesso di investire tanto sul minibasket e la socializzazione dei ragazzi nello sport, promuovendo numerosissimi eventi e trofei di pallacanestro ma anche manifestazioni politiche e sociali”.

La gioielleria Nuzzo oggi

Il negozio principale di Corso Umberto è sempre stato un centro riconosciuto e certificato a livello internazionale per le riparazioni, l’assistenza e la manutenzione dei prodotti Omega, ancora oggi all’esterno del locale è esposto il tipico marchio della World Omega Service. Il laboratorio era situato nel piano superiore dell’esercizio, qui ci lavoravano sia Pietro, impegnato sempre nelle tecniche tradizionali della manifattura artigianale orafa, con saldature, traforo, lucidatura, sostituzione di pietre, incassature e riparazioni di ogni genere, e il fratello Umberto, in qualità di tecnico specializzato degli orologi Omega.
Lo spiacevole episodio avvenuto nel 1987, che lo vide vittima di un furto e dell’ingente danno economico non coperto da assicurazione, fu il motivo principale che portò l’ormai anziano Pietro Nuzzo a ritirarsi dall’attività commerciale, gli subentrò Gianni, subito dopo aver venduto il negozio di Corso Roma.

Nei primi anni dopo il Duemila anche lui decise di passare la mano ai suoi tre figli, Pietro, Luciano e Dina, che continuano ancora oggi, con grande professionalità, a gestire l’azienda di famiglia valorizzando una tradizione che si tramanda da oltre ottant’anni, con la stessa passione e una spiccata vocazione verso l’innovazione. Nella loro gioielleria del terzo millennio hanno avuto modo di perfezionarsi nel campo della gemmologia, curando con maggiore attenzione l’aspetto commerciale e il rapporto con il cliente: sono davvero bravi a guidare l’acquirente nella scelta dell’articolo in base alle relative esigenze di prezzo e di gusto, proponendo oggetti moderni e delle migliori marche, avvalendosi anche di aziende storiche del settore