Lecce, controlli su affitti brevi: 800mila euro non dichiarati al Fisco


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Ammontano a circa 800mila euro le somme non dichiarate al Fisco emerse in provincia di Lecce durante i controlli della Guardia di Finanza sulle locazioni turistiche: 700mila euro riguardano gli affitti brevi a uso turistico, mentre 100mila euro sono collegati a locazioni destinate a studenti universitari.

Le verifiche rientrano nel Protocollo sperimentale sulle locazioni brevi e turistiche, sottoscritto otto mesi fa da Prefettura, Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e dai Comuni di Lecce, Porto Cesareo, Otranto e Gallipoli, con l’obiettivo di contrastare evasione fiscale e ricettività abusiva nel Salento.

Nel primo bilancio dell’attività di intelligence, è stato evidenziato che a Gallipoli sono stati avviati accertamenti per gli anni 2020–2024 su 27 strutture non note agli uffici, per un importo presunto di circa 224mila euro. A Otranto, per il triennio 2020–2022, i controlli hanno interessato 94 strutture: 70 avrebbero riconosciuto l’evasione. A Lecce, su 28 strutture alberghiere, è emerso anche un disallineamento superiore al 20% tra i dati comunicati tramite i portali in uso alle Forze di Polizia e quelli utilizzati dal Comune. Per il 2025, infine, è stato registrato un aumento del 21% dell’imposta di soggiorno rispetto al 2024.

«L’esperienza di questi otto mesi conferma che la strada della condivisione dei dati è quella corretta», ha dichiarato il prefetto di Lecce Natalino Manno, sottolineando che il cosiddetto “Modello Salento” punta a rafforzare la legalità economica come leva di sviluppo e qualità dei servizi.