Maxi rissa nel carcere di Lecce, agente accerchiato e costretto a consegnare le chiavi


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Momenti di forte tensione nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce, dove nel primo pomeriggio di oggi è scoppiata una violenta rissa tra gruppi di detenuti, alcuni dei quali armati di bastoni rudimentali. Secondo la ricostruzione fornita dal Sappe, Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria, alla base degli scontri potrebbero esserci contrasti legati al controllo dei traffici illeciti all’interno dell’istituto, in particolare droga e telefoni cellulari introdotti anche attraverso l’utilizzo di droni.

L’episodio si sarebbe verificato intorno alle 13.30. Un gruppo di detenuti della terza sezione avrebbe approfittato della presenza di un solo agente di Polizia penitenziaria, accerchiandolo e costringendolo a consegnare le chiavi. Alcuni detenuti si sarebbero poi diretti verso l’ingresso del cortile della seconda sezione, dove sarebbe scoppiato lo scontro tra gruppi contrapposti che, secondo il sindacato, sarebbero riconducibili ai clan baresi Strisciuglio e Capriati.

L’agente è riuscito a lanciare l’allarme tramite la radio. L’intervento degli altri operatori ha permesso di riportare la situazione sotto controllo e sedare i disordini. Sono ora in corso gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità.

Il Sappe torna intanto a denunciare le condizioni del penitenziario leccese. Secondo il segretario nazionale Federico Pilagatti, la struttura ospiterebbe circa 1.500 detenuti a fronte di una capienza di circa 800 posti, mentre la carenza di personale di Polizia penitenziaria ammonterebbe ad almeno 300 unità. Il sindacato chiede il trasferimento di almeno 400 detenuti, l’invio straordinario di 100 agenti e la valutazione dell’impiego del Gruppo operativo mobile.