Mesagne, Comune parte civile nel processo per sversamento illecito in fogna


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Il Comune di Mesagne rinnova la propria azione a tutela dell’ambiente e delle infrastrutture pubbliche, scegliendo di costituirsi ancora una volta parte civile in un procedimento penale legato a un presunto episodio di inquinamento. La decisione è stata adottata con delibera della commissaria straordinaria Maria Antonietta Olivieri, che ha incaricato l’Avvocatura comunale di seguire la vicenda in giudizio.

L’inchiesta, stando agli atti, prende avvio da un intervento dei carabinieri che avrebbe consentito di documentare lo scarico di liquami nella rete fognaria cittadina. Al termine degli accertamenti, il legale rappresentante di un’azienda con sede a Mesagne è stato segnalato all’autorità giudiziaria.

Nel decreto di citazione a giudizio, notificato il 16 dicembre 2025 e sottoscritto dal giudice Antonio Negro del Tribunale di Brindisi, viene contestata la presunta violazione dell’articolo 137, comma 1, del decreto legislativo 152/2006. L’addebito riguarda uno scarico ritenuto non autorizzato di acque reflue contenenti materiale che, solidificandosi, avrebbe generato una melma di colore bianco e grigio, immessa nella condotta comunale attraverso una pozzetta presente nell’area aziendale.

Secondo la ricostruzione contenuta nel provvedimento, la condotta avrebbe determinato l’occlusione del corpo ricettore e conseguenti fuoriuscite all’esterno, coinvolgendo anche reflui provenienti da attività limitrofe, con possibili ripercussioni sul funzionamento della rete, sulle opere pubbliche e sull’ambiente. I fatti contestati si sarebbero protratti fino al 24 luglio 2024 e, nel decreto, il Comune viene indicato come persona offesa.

La vicenda era stata già portata all’attenzione delle forze dell’ordine tramite una denuncia presentata alla stazione dei carabinieri dal responsabile dell’ufficio Patrimonio dell’ente, che aveva segnalato danni alle infrastrutture comunali e potenziali profili di contaminazione legati allo scarico illecito.

Con la costituzione di parte civile, l’amministrazione intende partecipare in modo diretto al processo, chiedendo l’eventuale risarcimento dei danni e rappresentando in aula gli interessi della comunità. La delibera prevede inoltre il rilascio della procura speciale all’avvocata Luana Nacci dell’Avvocatura civica comunale, individuata come difensore dell’ente.

La scelta viene interpretata come una linea di continuità nel presidio della legalità e nella difesa del territorio, con l’obiettivo di contrastare comportamenti che possano compromettere sicurezza ambientale e patrimonio pubblico. In attesa delle prossime tappe giudiziarie, il caso si inserisce nel tema, sempre più rilevante per gli enti locali, dei controlli e delle azioni di tutela rispetto al rispetto delle norme ambientali.