Morte di Mirko Conserva, iniziato il processo: tra i testimoni anche l’ex sindaco Rossi


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È iniziato davanti al Tribunale di Brindisi il processo sulla morte di Mirko Conserva, il 20enne che perse la vita nella notte del 15 settembre 2024 dopo essere caduto dal suo scooter lungo viale Caduti di via Fani, nel quartiere Sant’Elia.

Sul banco degli imputati c’è Fabio Lacinio, dirigente del settore Lavori pubblici e Mobilità urbana del Comune di Brindisi. L’accusa riguarda la presunta mancata segnalazione delle condizioni di pericolo presenti nel tratto stradale in prossimità della rotatoria del Brin Park, dove il giovane perse il controllo del suo Yamaha Tmax 400.

Secondo l’ipotesi al centro del procedimento, tra gli elementi che avrebbero potuto contribuire all’incidente ci sarebbero anche le condizioni dell’asfalto, deformato in alcuni punti dalle radici dei pini, che negli anni avevano sollevato il manto stradale e danneggiato anche i marciapiedi.

Nel corso della prima udienza il giudice ha ammesso integralmente le liste dei testimoni presentate dall’accusa, dalla difesa dell’imputato, affidata all’avvocato Roberto Cavalera, dalle parti civili e dal Comune di Brindisi, citato come responsabile civile e rappresentato dall’avvocato Valerio Spigarelli.

Tra i testimoni figurano anche l’ex sindaco di Brindisi Riccardo Rossi e l’ex assessora ai Lavori pubblici Tiziana Brigante. La loro testimonianza è stata richiesta dalle parti civili, che intendono approfondire in particolare il tema delle risorse economiche disponibili per la manutenzione delle strade e della programmazione degli interventi sulla rete viaria cittadina.

A Rossi sarà chiesto di riferire anche sulla destinazione dei proventi delle sanzioni previste dal Codice della strada, sull’eventuale disponibilità di residui di mutui e sulle dichiarazioni pubbliche rese durante il suo mandato circa l’esistenza di fondi destinabili alla manutenzione stradale. Tra gli aspetti richiamati dalla famiglia della vittima ci sarebbe anche la disponibilità di circa 3,5 milioni di euro che, secondo quanto sostenuto in precedenti dichiarazioni, avrebbero potuto essere impiegati anche sulle strade cittadine.

A Brigante saranno invece rivolte domande sulla pianificazione degli interventi, sulla ricognizione delle risorse finanziarie effettuata durante l’amministrazione comunale e sui fondi destinati a strade e marciapiedi.

La famiglia di Mirko Conserva si è costituita parte civile con diversi legali. Il padre Maurizio Conserva è assistito dall’avvocato Giacinto Epifani.

Il processo nasce da un percorso giudiziario iniziato dopo l’incidente. In una prima fase il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Francesco Carluccio, aveva chiesto l’archiviazione. Il 21 giugno 2025, però, la giudice per le indagini preliminari Barbara Nestore respinse la richiesta e dispose l’imputazione coatta per omicidio stradale, accogliendo l’opposizione presentata dai legali della famiglia.

Successivamente il pubblico ministero Sofia Putignani ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di Lacinio.

La prossima udienza è fissata per l’8 gennaio. Saranno ascoltati i carabinieri intervenuti sul luogo dell’incidente nelle ore successive alla caduta dello scooter.