Muore improvvisamente don Alessandro Luperto, aveva 51 anni: dolore a San Pancrazio e nella Diocesi


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Profondo cordoglio nella Diocesi di Brindisi-Ostuni per la morte improvvisa di don Alessandro Luperto, parroco della Chiesa Madre di San Pancrazio Salentino. Il sacerdote, 51 anni, originario di Veglie, è deceduto nella serata di martedì 25 agosto.

Nel corso della stessa giornata don Alessandro aveva accusato un malore ed era stato accompagnato al Pronto soccorso dell’ospedale “San Giuseppe” di Copertino. Le sue condizioni si sono però rapidamente aggravate, fino al tragico epilogo.

Sacerdote molto conosciuto e apprezzato, lo scorso 31 maggio aveva ricordato il ventiquattresimo anniversario della propria ordinazione. Soltanto poche settimane fa, nel mese di giugno, era inoltre arrivata la nomina ad assistente unitario regionale dell’Azione Cattolica della Puglia, nuovo incarico all’interno di un percorso pastorale caratterizzato da una costante attenzione alle comunità e alle persone.

La notizia della morte si è diffusa rapidamente tra San Pancrazio Salentino e Veglie, suscitando incredulità e commozione. «Ci lascia un uomo speciale, un grande amico, la nostra guida spirituale. Rimango attonito e incredulo», ha scritto il sindaco di San Pancrazio, Edmondo Moscatelli.

Parole di cordoglio sono arrivate anche dalla sindaca di Veglie, Mariarosaria De Bartolomeo, che ha ricordato don Alessandro come «un uomo perbene» e un sacerdote capace di trasformare la propria fede in una testimonianza quotidiana di disponibilità, umanità e attenzione verso gli altri.

Al dolore si è unita anche la Biblioteca pubblica arcivescovile “A. De Leo” di Brindisi, sottolineando il tratto umile del sacerdote e la sua vicinanza al prossimo.

Particolarmente toccante il messaggio della comunità parrocchiale della Chiesa Madre di San Pancrazio Salentino, che sui social ha affidato a poche parole lo smarrimento di queste ore: «Ci sentiamo come orfani di fronte a questa triste notizia e il nostro cuore è ancora incredulo».

La scomparsa di don Alessandro Luperto lascia così un vuoto profondo non soltanto nella parrocchia che guidava, ma nell’intera comunità ecclesiale del territorio.