Noicattaro e Gallipoli, Wolf Puglia: «Non è ancora provato che ad aggredire siano stati lupi»


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Le aggressioni avvenute a Noicattaro e Gallipoli non possono essere attribuite con certezza ai lupi. A precisarlo è il progetto Wolf Puglia, che invita a utilizzare per il momento il termine più generico di “canidi”, in attesa dei risultati delle analisi genetiche.
A Noicattaro due esemplari sono stati avvistati più volte nelle aree urbanizzate e ripresi anche dalle fototrappole del progetto. Potrebbe trattarsi di lupi cosiddetti “confidenti”, cioè animali che hanno ridotto la naturale diffidenza verso l’uomo e che, secondo il protocollo dell’Ispra, possono rappresentare un potenziale pericolo per la pubblica sicurezza. Per precauzione la Regione Puglia ha chiesto e ottenuto dall’Istituto la deroga alla rimozione e alla dislocazione. Una task force, alla quale partecipa anche Wolf Puglia, sta lavorando alla cattura dell’esemplare.

Questo, però, non dimostra che sia stato certamente un lupo ad aggredire i bambini. Per accertarlo sarà necessario confrontare il Dna raccolto dopo l’episodio con quello dell’animale ritenuto responsabile. Gli esami sono ancora in corso.

Anche nell’area di Gallipoli il monitoraggio, avviato dal progetto Hic Sunt Lupi e proseguito con Wolf Puglia, ha documentato la presenza di un nucleo riproduttivo. Esiste inoltre un video dell’aggressione, ma la qualità delle immagini non consentirebbe di identificare con certezza la specie. Un animale può infatti presentare caratteristiche esteriori compatibili con quelle di un lupo senza esserlo geneticamente. Anche in questo caso il Dna è stato prelevato, in particolare dagli indumenti delle persone coinvolte, ed è in fase di analisi.

«Parlare allo stato attuale di aggressione da lupo è inesatto per entrambi i casi», sottolinea Wolf Puglia. Gli accertamenti genetici dovranno stabilire se gli animali siano cani, lupi o ibridi. L’ibridazione tra lupo e cane è ormai un fenomeno diffuso: uno studio condotto su 748 esemplari morti e recuperati in Italia tra il 2020 e il 2024 avrebbe rilevato tracce di ibridazione nel 46,7% dei casi. Tre ibridi su cinque sarebbero inoltre di origine recente.

I lupi possono aggredire le persone? Secondo gli esperti la risposta è sì, ma si tratta di eventi molto rari. Per questo nessuna ipotesi può essere esclusa, senza però anticipare conclusioni prima che siano terminate le indagini scientifiche.

Wolf Puglia ricorda inoltre che le aggressioni da parte dei cani sono molto più documentate. In Italia, in 17 anni, 54 persone sono state uccise da cani, con una media di 3,17 vittime all’anno; il 56% degli animali coinvolti era di proprietà. Le vittime sono soprattutto bambini sotto i quattro anni e anziani. In Salento è ancora recente il caso del 72enne che sarebbe stato aggredito mortalmente da due rottweiler. Tra il 2002 e il 2020, invece, in Europa non sarebbero stati registrati attacchi mortali attribuiti ai lupi.

Il progetto, nato da un accordo tra Regione Puglia e Cnr-Iret, ribadisce infine l’importanza di una corretta informazione e della prevenzione. È stato predisposto anche un decalogo per ridurre i rischi di conflitto con gli animali selvatici. «Servono prudenza e prove scientifiche – è la conclusione – non semplificazioni potenzialmente dannose per tutti».