Omicidio di Torre Rinalda, l’autopsia: Mazzotta ucciso con un colpo al volto, proiettile estratto dal collo


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Un colpo di pistola esploso da distanza ravvicinata al volto ha ucciso Antimo Mazzotta, il pensionato di 78 anni trovato cadavere in un pozzo artesiano nella sua proprietà a Torre Rinalda, nel Leccese. È quanto emerso dall’autopsia eseguita venerdì 30 ottobre dal medico legale Alberto Tortorella.

Il proiettile ha attraversato la colonna cervicale, fermandosi in un muscolo del collo, dove è stato recuperato durante l’esame. Secondo i primi accertamenti, sarebbe stato esploso da un’arma a canna liscia. L’ogiva risulterebbe compatibile con la pistola scacciacani modificata, calibro 9, sequestrata dai carabinieri in un rudere alla periferia di Surbo.

L’autopsia ha inoltre individuato una ferita alla testa compatibile con una caduta. Un particolare che fa ipotizzare che Mazzotta fosse in piedi quando è stato raggiunto dallo sparo e sia successivamente crollato a terra.

Per l’omicidio è stato fermato Emmanuel Greco, idraulico di Surbo che aveva eseguito alcuni lavori nell’abitazione della vittima. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il delitto sarebbe avvenuto il 25 ottobre, al culmine di una discussione per la restituzione di 300 euro, somma che Mazzotta avrebbe versato per la riparazione di un’autoclave senza ottenere il risultato richiesto.

Dopo aver sparato, l’indagato avrebbe trasportato il cadavere con un carrello fino al pozzo, gettandolo all’interno. Avrebbe poi tentato di cancellare le tracce di sangue e fatto sparire il dispositivo di registrazione delle telecamere di videosorveglianza.

Greco è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. L’udienza per la convalida del fermo è prevista per sabato 31 ottobre nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce. Le indagini proseguono per completare la ricostruzione del delitto.