Giovanni Calasso, 61 anni, indicato dagli investigatori come il presunto esecutore materiale dell’omicidio di Stefano Tomeo, ha lasciato il carcere ed è stato trasferito agli arresti domiciliari. Il Tribunale del Riesame ha riconosciuto l’incompatibilità delle sue condizioni di salute con il regime detentivo. Tomeo, 42 anni, fu ucciso con un colpo di pistola al petto nei pressi di un locale di Copertino.
È stato rimesso in libertà anche Gianluca De Paolis, infermiere di 53 anni che, secondo l’accusa, avrebbe chiesto l’intervento di Calasso per mettere fine alle pressioni economiche e alle minacce ricevute da un altro uomo. Quest’ultimo sarebbe stato il vero obiettivo dell’agguato, ma la sera dell’omicidio si presentò all’appuntamento insieme a Tomeo, che venne colpito mortalmente.
Resta invece in carcere Andrea Negri, 49 anni, al quale viene attribuito un ruolo di collegamento nell’organizzazione dell’azione. Per Calasso e Negri il Riesame ha escluso l’aggravante della premeditazione. Le indagini, condotte dai carabinieri, si sono basate su intercettazioni, tabulati telefonici, immagini di videosorveglianza e accertamenti tecnici.