Oncologico di Bari, Tommaso Stallone si dimette dopo la sospensione della Regione: «Motivi personali»


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Il direttore generale dell’Istituto Oncologico «Giovanni Paolo II» di Bari, Tommaso Stallone, si è dimesso dall’incarico. La decisione è stata comunicata con una lettera inviata, tra gli altri, al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro. Nella comunicazione Stallone indica «motivi personali» alla base delle dimissioni.

La decisione arriva all’indomani del provvedimento con cui la Giunta regionale aveva disposto la sospensione cautelare immediata del manager e l’avvio del procedimento di decadenza, motivato dalla perdita del rapporto fiduciario tra la Regione e il direttore generale.

Al centro della vicenda ci sono i video pubblicati dal quotidiano online Quinto Potere di Antonio Loconte. Secondo quanto emergerebbe dall’inchiesta giornalistica, Stallone avrebbe fatto effettuare bonifici da società che intrattengono rapporti con l’Oncologico a favore della testata, con l’obiettivo di impedire la pubblicazione di ulteriori servizi riguardanti presunte irregolarità negli incarichi ricoperti dalla moglie.

Stallone ha respinto la ricostruzione secondo cui quei pagamenti sarebbero serviti a comprare il silenzio della testata, sostenendo che si trattasse di donazioni destinate a una onlus.

La vicenda è finita anche all’attenzione della magistratura. La Procura di Bari ha aperto un fascicolo conoscitivo, al momento senza indagati né ipotesi di reato, per approfondire quanto emerso dai filmati e dalle ricostruzioni giornalistiche.

Ieri sera, 4 novembre, la Giunta regionale aveva deliberato la sospensione cautelare di Stallone e avviato formalmente la procedura per la sua decadenza, prevista dall’articolo 8 del contratto di direttore generale. Il provvedimento disponeva anche l’affidamento temporaneo delle funzioni direttive al direttore sanitario o amministrativo, secondo le modalità previste dalla normativa.

Le dimissioni di oggi, 5 novembre, arrivano dunque dopo la decisione della Regione di rimuovere cautelarmente Stallone dall’incarico, mentre restano aperti gli accertamenti della Procura sulla vicenda dei bonifici.