Pallavolo in lutto, è morta Gisela Scialacomo: aveva 46 anni. Dall’Argentina a Brindisi e Mesagne, una vita dedicata al volley


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È morta oggi, lunedì 26 ottobre, Gisela Verónica Scialacomo, 46 anni, ex pallavolista argentina e allenatrice dell’ASD Brindisi Volley. Da oltre vent’anni viveva in Italia e aveva trovato a Brindisi la sua seconda casa. La notizia della scomparsa è stata diffusa dalla società sportiva, che si è stretta attorno al marito Diego Tateo e alla figlia Viola.

Nata il 17 febbraio 1980 a Paraná, in Argentina, aveva cominciato a giocare a pallavolo a sei o sette anni, seguendo le orme del fratello maggiore. Lo raccontò nel 2010 in una lunga intervista pubblicata su Skanderblog. Il fratello aveva provato prima il calcio e poi il basket, due sport nei quali lei non era riuscita a seguirlo. Quando passò alla pallavolo, Gisela trovò finalmente il modo di giocare insieme a lui.

Cresciuta nel Club Patronato, aveva proseguito la carriera nel Paraná Rowing Club e nell’Atlético Estudiantes. Nel 2001 la proposta di trasferirsi in Italia per giocare in Serie A2 a Cosenza. Preparò i documenti e la valigia in poche settimane, sostenuta dalla famiglia.

Nel 2003 arrivò a Brindisi, dove disputò tre stagioni in Serie B1 con l’Amatori. Seguirono le esperienze a Massafra, Salerno e Taranto. Nel 2004 raggiunse con Brindisi le Final Four di Coppa Italia. Giocò anche nella Pallavolo 80, contribuendo alla promozione dalla Serie C alla B2, e nel Mesagne Volley, del quale fu capitana nella stagione 2015-2016.

Schiacciatrice di carattere, amava soprattutto le vittorie ottenute contro avversarie considerate più forti. Nella stessa intervista del 2010, alla domanda sui propri difetti, rispose senza esitazioni: «Sono permalosa. E molto testarda».

Terminata la carriera da giocatrice, aveva scelto di rimanere in palestra come allenatrice. Il settore giovanile del Brindisi Volley era diventato il centro del suo lavoro. Nel 2024 la società l’aveva confermata come responsabile del vivaio, dopo aver guidato l’Under 14 fino alla finale regionale. Nell’aprile 2026 aveva fatto parte, insieme a Ida Taurisano e Barbara Krambeck Gomes, dello staff che aveva portato l’Under 16 alle semifinali regionali.

Aveva lavorato anche con le selezioni pugliesi, ricoprendo il ruolo di vice allenatrice della rappresentativa regionale femminile. Nella stagione 2026-2027 era ancora impegnata con il Brindisi Volley, accanto allo staff della prima squadra e nella formazione delle più giovani.

Il cordoglio è arrivato dalla Federazione italiana pallavolo. Il presidente regionale Paolo Indiveri e il Consiglio della FIPAV Puglia hanno ricordato il suo impegno nella crescita sportiva delle ragazze che aveva allenato.

Il Brindisi Volley l’ha salutata ricordando il suo «sorriso instancabile» e il suo «cuore enorme». È venuta a mancare la nostra ex e indimenticata atleta e Capitana.

Questo il messaggio della Mesagne Volley:
“Per il Mesagne Volley è stata importantissima. Un punto di riferimento in campo e fuori. Una Capitana vera, una leader, una ragazza d’oro.
Già da giocatrice si vedeva in lei una predisposizione naturale ad essere allenatrice, un futuro già scritto nella sua passione e intelligenza per questo sport. Cosa che poi ha svolto in maniera egregia nella sua città, con il Brindisi volley, trasmettendo a tante giovani atlete gli stessi valori che aveva donato a noi.
Oggi perdiamo una parte della nostra storia.
Tutta la famiglia Appia Project Mesagne Volley si stringe in un abbraccio immenso alla famiglia, agli amici e a chi le ha voluto bene.
Ciao Capitana. Per sempre nei nostri cuori.
Nel ricordo della cara Gisela, per tutta la settimana, le nostre formazioni giocheranno con il lutto al braccio”

Gisela aveva origini italiane. I bisnonni erano partiti dalla Sicilia per l’Argentina nel 1902. Quando nel 2010 le chiesero se si sentisse italiana o argentina, spiegò che a Brindisi era felice e stava costruendo il proprio futuro, pur conservando un forte senso di appartenenza al Paese natale.

Nella stessa intervista le domandarono che cosa desiderasse per gli anni successivi. Rispose che avrebbe voluto formare una famiglia e avere un figlio. Già allora viveva con Diego, che considerava un sostegno indispensabile nella propria vita.

Sedici anni dopo, nel giorno della sua morte, il messaggio del Brindisi Volley è rivolto proprio a Diego e alla loro figlia Viola.